Recensioni

A.A.V.V. Basket Full Of Dragons – A Tribute To Robbie Basho Vol. II

bashoA.A.V.V.
Basket Full Of Dragons – A Tribute To Robbie Basho Vol. II
Obsolete Recordings
***1/2

“…Con il passare degli anni inizi a conoscere i dischi come fossero tuoi amici…”, un’osservazione, quella del compianto Lux Interior dei Cramps, che chiunque si trovi a leggere queste pagine potrebbe condividere e che di certo deve aver attraversato la mente del chitarrista Buck Curran ogniqualvolta gli sia capitato di ascoltare gli eccelsi virtuosismi di Robbie Basho.

Per quanto poco celebrato se non dai culturi, al pari di John Fahey, Sandy Bull o Peter Walker, Basho è una figura fondamentale per qualsiasi chitarrista: nel corso della sua esistenza (è scomparso nel 1986 all’età di 45 anni in circostanze del tutto assurde) ha cercato di elevare il ruolo della chitarra acustica da semplice accompagnamento a strumento da concerto, accostando a questo percorso un profondo studio delle musiche e delle culture orientali, che l’hanno portato a sperimentare con inedite accordature e tecniche diverse.

Forse basta ascoltare il suo ultimo splendido lavoro di studio Immortal Light, per rendersi conto di quale importanza rivesta Basho nel background di Buck Curran, ma per capire quale sia il grado di devozione del chitarrista del Maine nei confronti del maestro, è necessario scoprire Basket Full Of Dragons – A Tribute to Robbie Basho Vol. II, la seconda raccolta di interpretazioni di composizioni di Basho e di materiale a lui ispirato curata da Curran e pubblicata lo scorso anno dalla Obsolete Recordings (il primo volume We Are All One, In The Sun: A Tribute To Robbie Basho è del 2010).

In Basket Full Of Dragons non ci sono celebrità, perché quello dei chitarristi, acustici per giunta, è un mondo a parte; ma nonostante il basso profilo degli interpreti, quello assemblato da Curran è un omaggio profondo all’opera di Robbie Basho e un efficace documento della sua imperitura influenza sulla scena contemporanea. Interamente acustico, Basket Full Of Dragons spazia da poetiche ballate folk come la cosmica Manifestations Of The Sun della cantante Adele H. accompagnata dai magici accordi di Curran; ai solismi virtuosistici di uno strepitoso Chuck Johnson con una lirica Golden Rose At Dawn; di Richard Osborn, sulle orme del maestro con una mistica Walk In Beauty: A Healing Way Song e del figlio di Robbie, Steffen Basho-Junghans, che pare proprio averne ereditato il talento in una visionaria The Rediscovery Of The Basho Cathedral; fino ai cristallini duetti tra Glenn Jones e Matthew Azevedo in una pastorale Portrait of Basho As A Young Dragon; tra Michael Gulezian e Henry Kaiser in una meditativa Enigmatic Eagle, tra Mariano Rodriguez, Jonah Schwartz e Karina Vismara in una Wine Song Of Love che pare echeggiare dai tempi della Grande Depressione, per concludere con gli esotici orientalismi di Kahlil Gibran dell’israeliano Yair Yona.

Ottimo come introduzione al complesso mondo di Robbie Basho, Basket Full Of Dragons è un tributo rigoroso e appassionato, senza dubbio concepito con il cuore e con il massimo rispetto per l’autore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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