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AA.VV., God Don’t Never Change: The Songs of Blind Willie Johnson

ALCD 4968ARTISTI VARI
God Don’t Never Change: The Songs of Blind Willie Johnson
Alligator
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Blind Willie Johnson è un po’ come Robert Johnson. È una figura seminale in ambito blues e gospel. Ma, rispetto a Robert Johnson, è molto meno conosciuto. Almeno da noi. Anche di Blind Willie Johnson, come per Robert, esiste solo una fotografia e poi, tanto per insistere, anche Blind Willie ha registrato per la Columbia, solo 30 canzoni. Rispetto a Robert Johnson che ha registrato tutto in un paio di sedute, Blind Willie ha seminato le sue registrazioni tra il 1927 e il 1930.

Robert Johnson però è morto molto giovane, a 27 anni, mentre Blind Willie, cieco sin da giovane, a 48 anni, ha scritto anche lui una bella serie di brani che sono poi diventati dei classici. Cominciando da Dark Was The Night, Cold Was The Day, che Ry Cooder ha usato come fonte di ispirazione per la colonna sonora di Paris Texas. Ma anche: The Soul of A Man, John The Revelator, God Don’t Ever Change, Keep Your Lamp Trimmed and Burming, It’s Nobody’s Fault But Mine. Brani noti, non come quelli di Robert, ma dentro alla tradizione americana, come pochi altri.

Jeffrey Gaskill che nel 2003 aveva prodotto Gotta Serve Somebody: The Gospel Songs of Bob Dylan, pensava a questo disco da anni. Nel 2008 ha iniziato a lavorarci seriamente ma poi ha dovuto cercare i fondi e anche i musicisti che voleva coinvolgere. E, una volta che li ha trovati, ha dovuto far combaciare il suo tempo e i suoi impegni con quelli dei vari artisti che voleva coinvolgere. Già l’idea di coinvolgere Tom Waits, splendido interprete per questo tipo di canzoni, è stata come muovere una montagna, ci sono voluti alcuni anni per convincerlo. Gli altri sono stati più facili, ma visto il valore dei nomi coinvolti, non deve essere stato assolutamente facile.

Proprio Tom Waits inizia il disco con una versione stupenda di Soul of A Man: oltre alla voce aspra di Tom, c’è la batteria del figlio Casey e i vocalizzi di Kathleen Brennan, moglie di Tom. La forza espressiva di Waits è tale da stendere tutti: il resto è quasi superfluo, basterebbe solo lui. Waits affronta Soul of A Man con una forza espressiva straordinaria, declamando un testo senza tempo. Curiosa la partecipazione della Brennan. John The Revelator, Waits voce, scatola di sigari e banjo, e il figlio Casey alla batteria senza però la moglie. Versione registrata in una miniera, dura come l’acciaio. D’altronde John The Revelator, resa celebre anche da Son House, è una canzone che ti stende al primo ascolto, e con Waits non ti rialzi più. Blues viscerale. Anche la grande Lucinda Williams interpreta due canzoni, è l’unica, assieme a Tom Waits.

Trovi l’articolo completo su Buscadero n. 386 / Febbraio 2016.

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