AC/DC al Coachella 2015

In Concert

AC/DC live all’Autodromo di Imola, 9/7/2015

Partiamo con le premesse e la prima è di carattere personale: avevo deciso di non andare a questo concerto proprio dopo aver appreso dove si svolgesse, immaginavo una sfacchinata immane sotto il caldo in un posto inadeguato (ci ho azzeccato), ma complice l’impossibilità di un amico e la materializzazione di un biglietto all’ultimo momento mi sono deciso a partecipare (ci ho azzeccato, anche qui).

La seconda è logistica: è chiaro che gli AC/DC (così come U2, Springsteen e via discorrendo) non li puoi far suonare in un club, anche una location da 10.000 persone non avrebbe senso. In Italia poi siamo alla serie Z per quanto riguarda arene rock e infatti eventi di questo tipo o si fanno negli stadi (polemiche, sempre e comunque) o in luoghi improvvisati ed “arrangiati” (polemiche, sempre e comunque). L’Autodromo di Imola non è certo un posto fatto per concerti, ma bisogna dare atto all’organizzazione di aver fatto ogni sforzo possibile per rendere il meno disagevole possibile la permanenza all’interno dell’area: la collina della Rivazza era recintata con priorità alle famiglie, l’area pit era discretamente ampia, i bagni e i posti di refrigerio in numero più che sufficiente, l’alimentazione e il beveraggio in consistente presenza. Se poi in una città da 50.000 abitanti ci arrivano in un botto 100.000 persone capirete da soli che afflusso e (soprattutto) deflusso possono creare notevoli problemi, e così è stato. Ma in linea generale tutto ha retto.

La terza premessa riguarda il pubblico: io lo capisco che una consistente fetta della gente presente era li solo perché ci doveva essere, per presenziare a un evento, indipendentemente dalla musica. Io lo so che una consistente fetta del pubblico presente andrà (se va bene) a due concerti l’anno (magari l’altro è quello di Vasco Rossi) ma non posso farci niente e quindi se mi voglio vedere gli AC/DC devo fare di necessità virtù, rinchiudermi nel mio spazio personale, e godermi lo spettacolo. Che, al solito, è stato di grande livello.

Volumi un po’ bassi ma suono pulito, effetti luminosi e coreografie di contorno spettacolari, dei megaschermi impressionanti, una scaletta quasi immutata (ed immutabile) ma con un consistente allungamento fino alle due ore nette (nel tour di Black Ice, al Forum di Assago, un’ora e mezza o poco più). Quello che i sessantenni sul palco riescono ancora a dare è di notevole impatto, è la storia del rock’n’roll che mette in campo le proprie armi, è un rito di passaggio che gli australiani sanno ancora giocarsi al meglio e nonostante le energie non siano più quelle di una volta (Brian un po’ spompato di voce nel finale), uno show che a volte scivola in una routine collaudatissima, riescono comunque a donare ai propri fans quella carica, quell’energia e quella potenza che spesso tante band acclamate di giovani pischelli neanche sanno dove andare a recuperare (Angus comunque è Superman, perfino imbarazzante a tratti se messo a confronto con schiere di debosciati che si credono chitarristi).

Questo è quello che c’è ad un concerto degli AC/DC, praticamente di tutto, un pubblico che più trasversale di così si muore, dai dodicenni ai sessantenni, da quelli che conoscono solo due canzoni a quelli che sono cresciuti con loro, da quelli che ci sono perché devono a quelli che ci sono perché non possono mancare, per poter tributare tutti insieme l’ovazione totale ad uno dei gruppi rock più amati a livello mondiale. Nonostante la generazione dei cellulari che sta diventando insopportabile, i cafoni, i fighetti, quelli che “ci sono ma non so neanche perché”, quelli che si sfondano di vino e poi non capiscono più nulla, quelli che parlano in continuazione, evidentemente non educati all’ascolto di un concerto… Ecco, nonostante tutto questo io mi sono goduto la musica, lo show e le emozioni che questi signori ancora mi danno e quando il riff di Let There Be Rock mi spacca per l’ennesima volta le orecchie mi ritrovo ad essere solo in mezzo alla folla. Tanto mi basta, tutto il resto è noia.

QUESTO MESE

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