foto: Rodolfo Sassano

In Concert

dEUS live a Sesto San Giovanni (MI), 26/7/15

Due generazioni di gruppi belga a confronto, in questa bella serata estiva al Carroponte di Sesto San Giovanni. I Balthazar sono giovani, la loro discografia consta di soli tre dischi, usciti tra il 2010 e quest’anno, ma contano già un manipolo di entusiasti fan. Il loro misto di pop, indie-rock e folk è appassionante e le loro canzoni riescono ad entrare in circolo con forza, grazie ad un bel tessuto strumentale (in formazione troviamo chitarre acustiche ed elettriche, tastiere, violino, ovviamente basso e batteria) ed un piglio melodico che non lascia scampo.

Il loro disco più recente s’intitola Thin Walls e merita tutta la vostra attenzione. In parte sulle sue canzoni – ma non solo – s’è costruita l’ossatura di una quarantina di minuti di show pulsante, che ha mostrato le buone carte della band di Kortrijk anche dal vivo. Ovviamente, per quanto anche per i Balthazar c’era gente che ne conosceva a memoria le canzoni, il grosso del pubblico era però presente per i dEUS, probabilmente la più famosa rock band belga di sempre.

Sono in giro a festeggiare il loro ventennale Tom Barman e soci, venti anni che, pur con un’esistenza in parte travagliata, tra importanti defezioni e cambi di marcia, li ha visti rimanere un gruppo amatissimo. Forse il merito lo si deve soprattutto a Worst Case Scenario, uno dei più grandi successi del rock indipendente degli anni ’90, nonché un esordio che allora come oggi non è un azzardo definire un capolavoro. Non che non abbiano fatto altri bei dischi dopo – In A Bar Under The Sea, ad esempio, pur venendo dopo l’abbandono di Stef Kamil Carlens e Rudy Trouvé, rimane stupendo e quasi al pari del predecessore – però è quello l’album che è rimasto veramente nel cuore degli ascoltatori. Lo si capisce dal boato che arriva ogni volta che parte una canzone tratta da quel disco – e qui qualcuna c’è stata, da Via a Hotellounge, fino all’ovvio finale con l’attesissima Sud & Soda.

La band è solida e potente, Barman è apparso in forma, sia pur con una voce più bassa e rauca di quella che gli ricordavo. Bellissime Little Arithmetics, una Theme From The Turnpike sempre conturbante, ma anche la più recente The Architect, che scelgo a rappresentare il lato più funky e danzereccio (in senso post-punk) di alcune delle ultime cose (qui ampiamente rappresentate da numerosi altri pezzi). Che da un certo punto in poi i dEUS siano diventati praticamente un’altra band, vedendo lo show – ma pure ascoltando la recentissima antologia sulla loro carriera pubblicata non molto tempo fa – è evidente. Pur continuando a preferirne gli inizi, non posso negare che anche il seguito non sia stata una gran bella avventura. Non hanno mai pubblicato molto i dEUS, ma l’energia messa in campo qui al Carroponte ed il loro repertorio coinvolgente, ci spingono ad augurargli almeno altri vent’anni di altrettanta grande musica.

Questo mese

The Junior Bonner Playlist

Backstreets Of Buscadero

Facebook

TOM PETTY

ADMR Rock Web Radio

Rock Party Show Radio

The Blues Podcast