Recensioni

Hard Working Americans, The First Waltz

HWAHARD WORKING AMERICANS
The First Waltz
Thirty Tigers DVD+CD
***½

Dietro la sigla Hard Working Americans si nasconde un supergruppo formato da personaggi minori ma interessanti del rock Usa come il cantante e songwriter Todd Snider, il bassista dei Widespread Panic Dave Schools, il chitarrista di Chris Robinson Brotherhood Neal Casal, il tastierista Chad Staehly (Great American Taxi) ed il fratellino di Derek Trucks, Duane, alla batteria. Hanno debuttato nel 2013 in un concerto a Boulder in Colorado e nello stesso anno hanno pubblicato l’eponimo album registrato negli studi di Bob Weir a San Rafael in California. Danno il meglio di sé in concerto, scelta quasi obbligata visto che il disco d’esordio era composto interamente da cover.
The First Waltz, titolo quanto mai ironico, è un rockumentario in DVD che assembla prove di concerto, spezzoni di show a Boulder, Nashville e San Francisco, racconti personali, scene di strada, estratti di registrazioni in studio, corredato da un CD che funge da colonna sonora del film. Ne esce una fotografia variopinta ed eloquente di una ruvida band di strada che si muove tra roots e southern rock, blues, jam psichedeliche e folk con una musica pulsante, sanguigna, onesta e coinvolgente. L’identità di quelle che una volta venivano definite bar-boogie band qui in possesso di un contagioso groove che apre a jam, strumenti a ruota libera, riletture sciolte, improvvisate per nulla canoniche. Una band che dal vivo è garanzia di divertimento e sano rock dal basso, giusta attitudine e feeling d’assieme, basta ascoltarsi la lunga Mission Accomplished che altro non è che una jammata rivisitazione di Willie and The Hand Jive per accorgersi che questi Hard Working Americans sarebbero capaci di farvi perdere la testa se per caso venissero a suonare alle nostre latitudini.
Un mix di Black Crowes, NMAS, Bottle Rockets ma con il piglio dei blue-collar rockers e l’inventiva della band californiane, anche se di base pulsa un rock sporco di blues, autostrade e Memphis. Proprio l’origine dei brani coverizzati svela la natura “proletaria” degli HWA, canzoni di autori non troppo di fama, che appartengono al sottobosco della musica roots e del rock periferico, è il caso di Kevin Kinney e della sua Straight To Hell, brano che faceva parte di un disco dei Drivin n’ Cryin oppure di I Don’t Have A Gun di Tommy Womack, rock writer conosciuto da una cerchia ristretta di appassionati. La prima è una ballad segnata dalla voce straziata di Snider e da una lap steel malinconica, scaraventata all’ inferno da un lancinante assolo di elettrica, la seconda sembra estratta da un disco di Chris Robinson Brotherhood, dilatata e visionaria. Appartengono allo stesso mondo dei B-records Down To The Well (solo sul DVD) di Kevin Gordon,lo scalpitante countryrock Stomp and Holler di Hayes Carll e la serrata Another Train di Will Kimbrough mixata con la cruda Workingman Blues mentre dal repertorio folk di Gillian Welch e David Rawlings arriva la delicata e acustica Wrecking Ball. Ma sono altre tracce a definire al meglio il set blue collar degli HWA, la scura ed ipnotica Blackland Farmer, misto di notturno blues, rimandi hillbilly e foschie roots che si alzano in una ubriacante coda strumentale, la già citata Mission Accomplished, una acida e doorsiana Guaranteed e quella The Mountain Song all’insegna dei Grateful Dead che va a braccetto con una delle quotes che accompagnano il disco, scritte nel booklet interno, ovvero Jerry Garcia è importante come Benjamin Franklin ed il rock n’roll ha la stessa legittimità della Costituzione.
E’ solo il primo valzer ma i manovali americani hanno capito come far girare il rock n’roll, nella mente e nel cuore. La classe operaia non andrà in paradiso ma sa come divertirsi. Quando non la licenziano.

QUESTO MESE

Facebook

Partner

Blog

Radio