Interviste

Rory Gallagher, speaking with Donal

Ho già parlato con Donal Gallagher, fratello di Rory Gallagher, qualche anno fa, quando è stato pubblicato il doppio Notes From San Francisco. Donal è stato il manager di Rory ed ora è il curatore degli archivi, l’uomo che sta dietro alle ripubblicazioni del catalogo… Parlando con Donal mi sono reso conto che i due fratelli hanno sempre vissuto assieme: fin da ragazzi, fin da bambini. Donal sa tutto di Rory, quindi è come se si parlasse con Rory.
Non sto scherzando, Donal si ricorda tutto, sa quello che Rory pensava e si ricorda persino delle frasi che ha detto. Conosce le sue idee, le sue passioni, i suoi desiderata. La prima volta lo avevo sospettato, ora so per certo che, se parlerò una terza volta con Donal, farò delle domande ancora più dirette, come se dall’altra parte del telefono ci fosse proprio Rory in persona. Incredibile, ma vero. Donal si ricorda, per filo e per segno, tutto quello che è successo a Rory e, anche se sono passati più di tre anni, si ricorda anche di me.

Ciao Donal sono Paolo di Buscadero.
Ciao Paolo, noi abbiamo già parlato in occasione di Notes From San Francisco, me lo ricordo.

Tu e Rory siete cresciuti assieme ed avete ascoltato la stessa musica. Quello che ascoltava lui, lo ascoltavi anche tu.
È vero.

Quando era ancora molto giovane Rory aveva già in mente di suonare la chitarra? È stato influenzato da vostro padre?
Nostro padre era un musicista di talento, così il suo genio è andato a finire tutto a Rory: nostro padre amava la musica, anche se suonava la fisarmonica, ma la passione per la musica era molto radicata in lui. Rory ha preso quella passione. Mio padre andava a vedere dei concerti e, quando erano venuti dei musicisti americani è andato a vederli a Londonderry, nel nord dell’Irlanda. Poi gli americani avevano messo su una radio, per le truppe che stavano in Irlanda, una radio che trasmetteva musica americana. Ma era ancora prima dell’invasione blues, era una stazione radio orientata al jazz. E Rory si beveva tutto quello che trasmettevano: ascoltava tutto. E gli piaceva quella musica, così diversa dalla musica tradizionale irlandese. […]

A questo punto Rory ha cominciato a sviluppare le sue idee. Il Blues è stato il suo amore primario?
Sì, in un certo senso sì. Rory ha iniziato ad avere un gusto suo, a scindere tra la musica tradizionale irlandese ed il resto. Quei primi ascolti sono stati fondamentali per lui. Poi, dal punto di vista del blues, crescere in quel  periodo nell’Irlanda del Nord ti rendeva certamente più disposto a capire certi cambiamenti, anche sociali, con la sofferenza che ne conseguiva. E il blues era una musica che si adattava alla perfezione a quei momenti.
Crescere in quel periodo è stato perfetto per Rory, per capire ed entrare in certi generi musicali. Alcuni anni fa ho letto che avrebbe dovuto uscire del materiale inedito dei Taste. Ma poi non non se n’è fatto più nulla. E’ una notizia che ha un fondamento, o no? E’ una notizia vera. Solo che, qualche anno fa, i musicisti che erano nei Taste, Richard McCraken e John Wilson, si sono rimessi assieme, hanno cominciato a fare dei concerti e sono entrati
in studio per registrare del materiale. E non hanno fatto altro che fare confusione. Da una parte noi, che non potevamo rivedere il vecchio materiale, da un’ altra loro che non sapevano esattamente quello che avrebbero dovuto fare. Ma ora tutto è finito e siamo di nuovo sul progetto Taste. Rivedere i nastri, trovare il materiale inedito e avanti di questo passo.

C’è una possibilità che anche il resto del catalogo venga di nuovo pubblicato con altre tracce inedite?
Siamo costantemente alla ricerca di materiale inedito. Abbiamo vagliato tutto quello che avevano da parte e abbiamo trovato del materiale: alcune canzoni che non facevano parte di nessun album, Poi abbiamo trovato anche delle canzoni sparse, alcune erano presso degli ingegneri del suono usati in passato, altre erano nel materiale di nostra proprietà: ci sono versioni alternate ma anche qualche cosa di inedito. Certamente di materiale
inciso in studio non ne è rimasto molto, ma si può ancora fare qualche cosa. Dal vivo ne abbiamo di più. Quando abbiamo fatto originalmente Irish Tour era stato già un successo poter pubblicare un doppio album. Un doppio in vinile. Al tempo non era facile, ma la casa discografica ci aveva permesso di osare e noi lo abbiamo fatto: Irish Tour è diventato il disco più popolare di Rory per molti e molti anni. […]

Trovi l’articolo completo su Buscadero n.372 / Novembre 2014.

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