foto: Giuliano Guarnieri

Interviste

Guano Padano: oltre Pian della Tortilla

Mi reco all’incontro con i Guano Padano, un’interessante band lombarda recensita molto positivamente sullo scorso Buscadero. L’intervista è presso la sede di Ponderosa Music a Milano in Piazza di Santa Maria delle Grazie, proprio di fronte alla basilica dove è conservato il Cenacolo vinciano.

A fine Ottobre l’aria è ancora calda e frotte di turisti giapponesi si attardano al sole del tardo pomeriggio fotografandosi vicendevolmente, gustando avidamente la meritata (e breve) vacanza nel Vecchio Continente. Negli uffici di Ponderosa mi attende Fabio Vergani deus ex machina della Buzz Supreme, e promotore di questo incontro. Mi chiudo nella stanza con i musicisti Alessandro Asso Stefana, chitarrista della band, il bassista Danilo Gallo, purtroppo manca il batterista Zeno De Rossi, assente giustificato: il tempo di scambiarci pochi saluti ed già ora di iniziare l’intervista.

Partiamo dagli inizi, partiamo dal nome della band…
Il nome Guano Padano ci piaceva particolarmente e ci piace tuttora. Ci piaceva il nome come assonanza musicale e come concetto perché, prima di tutto ci permette di citare l’area dove abitiamo noi – Asso è di Nave in provincia di Brescia mentre Danilo è di origine pugliese ma ormai lombardo d’adozione – area che rappresenta le nostre radici, area che conosciamo bene e che amiamo particolarmente anche se comprendiamo lo scetticismo che alcuni provano di fronte a panorami piatti, spesso coperti di nebbia in autunno-inverno e afosi nei mesi estivi. Ma come puoi comprendere, noi amiamo questo territorio, ben prima che la Lega lo portasse sulle prime pagine della cronaca politica italiana. Guano Padano per noi significa i cavalli, le pannocchie, le fattorie: il nome della nostra band è se vuoi, un atto d’amore verso le nostre radici, il nostro modo di sentirci italiani.

Parliamo ora di Americana, il vostro terzo album…
Siamo molto soddisfatti di questo nostro terzo lavoro che conclude la nostra trilogia, siamo soddisfatti perché l’album appena uscito ha suscitato grande interesse e i critici sono stati molto benevoli con noi. Americana prende il nome da una famosa raccolta di scritti di autori statunitensi che Elio Vittorini, coadiuvato da traduttori di vaglia quali Cesare Pavese, Alberto Moravia, Eugenio Montale, nel 1941 pubblicò per la prima volta nel nostro Paese. Questo volume fu innovativo per il mondo culturale italiano perchè gli autori americani – John Steinbeck di Pian della Tortilla o su tutti Hemingway – avevano uno stile di scrittura moderno e completamente diverso da quello che fino ad ora si era letto in Europa. Il nostro album è un omaggio a questi pionieri letterari che fecero scoprire ai nostri genitori nuovi linguaggi e nuove tendenze.

Quindi Americana per i Guano Padano è simile ad un viaggio…
Si, è un viaggio musicale attraverso i territori della musica. Noi abbiamo cercato di reinterpretare il blues, le electric ballad, l’avant-garde industriale ecc. abbiamo cercato di fotografare l’America di ieri, quella di Vittorini, e di oggi come la vediamo noi, con la nostra sensibilità. Io – qui è Asso che parla– non so se son capace di suonare il blues, quello che sentirai sul CD è il mio modo di approcciarmi a questa musica e ci auguriamo noi tutti di essere un po’ personali e di fornire un suono originale. Mi piacerebbe che esistesse un Guano Padano sound perché questo caratterizzerebbe il nostro lavoro. Il nostro intento era quello di riproporre il viaggio letterario di Vittorini, che nota bene, non è mai stato Oltreoceano, e di svilupparlo musicalmente, settanta anni dopo, attraversando le città e le campagne.

Com’è nata l’idea di riproporre musicalmente Americana?
La proposta è nata dalla moglie di Zeno: è lei che ha avuto l’idea di collegare idealmente la musica dei Guano alle traduzioni degli scrittori americani. Sul nostro sito vorremmo presto inserire una sezione in cui ogni traccia sonora del nostro album possa essere collegata a dei testi che lo hanno ispirato. Sul CD non potevamo inserirli per ovvi motivi di diritti letterari. Sono convinto che gli esigenti lettori del Buscadero potranno essere soddisfatti.

Quanto è importante l’ironia per il vostro gruppo e per le vostre composizioni?
Sicuramente l’ironia è una componente importante della vita ma noi cerchiamo di dosarla, di centellinarla. Il nome Guano Padano è ironico, è ironica la copertina del nostro ultimo lavoro – una foto in bianco e nero di due viandanti su una strada polverosa e desolatamente vuota, (mentre un cartellone pubblicitario consiglia, la prossima volta, di prendere il treno…) che camminano. Ci piace il divertimento, il gioco ma le composizioni musicali sono per noi molto serie. E’ il nostro lavoro e cerchiamo di farlo con la massima serietà. Come avrai compreso il nostro è un lavoro di gruppo e questo terzo album è stato importante perchè ci ha permesso di comporre in maniera creativa e tutti i musicisti che hanno collaborato hanno trovato la giusta collocazione.

Trovi l’articolo completo su Buscadero n.373 / Dicembre 2014.

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