Recensioni

Jeff Buckley, You and I

jeff buckleyJEFF BUCKLEY
You and I
Sony
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Non si tratta del solito album postumo con una serie di outtakes e di canzoni inutili, ma di un disco vero e proprio, inciso da Jeff Buckley nel 1993. Siamo a New York, febbraio 1993, quando il produttore Steve Berkowitz porta il giovane musicista in studio, negli Shelter Island Sound Studio di Steve Addabbo. È una scommessa per Berkowitz, che lo ha sentito suonare in un piccolo locale, ma ne ignora ancora il reale valore. E il ragazzo, voce e chitarra, mette su nastro una serie di canzoni dove vengono alla luce la sua forza intrinseca, la sua abilità di interprete, la sua vena interiore.

Se Hallelujah (il brano di Leonard Cohen) ha reso celebre Jeff per la sua particolare interpretazione, qui capiamo che non era un caso isolato ma che lui aveva dentro sé stesso questo dono, quello di interpretare alla sua maniera, in modo particolare e personalissimo le canzoni degli altri, ricostruendole sulla sua voce. E anche la chitarra assume tonalità particolari, giocando su delle armonie diversificate e lasciando spazio alla voce, che Jeff sa giostrare in modo unico. E qui, pur alle prime armi lo dimostra pienamente. Infatti queste registrazioni sono una splendida scoperta perché ci permettono, molto più di tante pubblicazioni postume avvenute dopo la sua tragica scomparsa, di capire il suo reale talento.

La versione di Grace, splendida, è sintomatica in questo senso. È già una gemma assoluta, con la chitarra che fa da base alla voce disperata di Jeff: un brano già notevole in questa prima stesura. Non è quindi un disco di demos, per niente, ma un album fatto e finito. Otto covers e due originali. Il secondo originale, Dream of You and I, è ancora più interessante: una canzone intima dove, a metà, Jeff si mette a parlare con Berkowitz, raccontando di una canzone che ha ascoltato durante un sogno. Un modo di comportarsi innocente, che mostra il lato più indifeso del ragazzo. Ma Buckley ha già un talento enorme, che viene alla luce attraverso le diverse cover presentate in questo disco.

Trovi l’articolo completo su Buscadero n. 387 / Marzo 2016.

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