Recensioni

Joan As Police Woman, Damned Devotion

DamnedDevotion-cover-webJOAN AS POLICE WOMAN
Damned Devotion
Play It Again Sam
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Il mood di Damned Devotion, nuovo album di Joan As Police Woman,  sta già tutto nella semi-pittorica foto di copertina, la quale pare indirizzare verso l’oscura penombra in cui albergano i più reconditi anfratti dell’anima. In questo suo nuovo disco, infatti, Joan Wasser opta per una soul music chiaroscurale, stilizzata dal punto di vista sonoro, ma come sempre molto partecipata da quello vocale, dove il ricorso al multitraccia la aiuta notevolmente a fare un lavoro di gran classe.

Con lei – intenta a suonare piano, basso e drum programming – solo il tastierista Thomas Bartlett e il batterista Parker Kindred, entrambi anche co-produttori. Disco di r&b/soul minimalista e moderno, Damned Devotion si delinea sull’asse che sta tra le filiformi campiture tastieristiche e il beat hip-hop di Wonderful e il tribalismo ritmico fuso a scampoli jazz di Steed (For Jean Jenet). Il resto si compone di conseguenza, lasciandosi andare alla bellissima e romantica melodia di Warning Bell, al refrain black di Tell Me, a pezzi che hanno un gusto per il contrasto princiano come la stessa title-track o come la bellissima The Silence, fino a ballate intense quali Silly Me e I Don’t Mind.

Disco sul dolore, le proprie ossessioni e i propri fantasmi, esorcizzati nuovamente attraverso la laica sacralità della black music. Senza dubbio da sentire.

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