foto di Lino Brunetti

In Concert

Mirel Wagner live, Studio Foce – Lugano (CH), 26/02/2015

Rimasti letteralmente stregati da When The Cellar Children See The Light Of Day, secondo album per la cantautrice finlandese d’origini etiopi Mirel Wagner, visto il suo mancato passaggio in terra italiana, non abbiamo esitato a spingerci oltre confine per assaporare la sua musica in sede live. Il Foce di Lugano, in Svizzera, è un bellissimo centro multifunzionale situato in riva al lago, con al suo interno una nutritissima agoracoteca (oltre 20.000 titoli!), un teatro, una sala concerti, una sala prove; luoghi deputati, oltre che alla musica live di tutti i generi (tenetene d’occhio la validissima programmazione), anche a spettacoli di danza e teatro, performance artistiche, proiezioni cinematografiche e via discorrendo.
Il concerto della Wagner – preceduto da quello di Nadine Carina, giovane artista svizzera dedita al pop elettronico – si è svolto nello Studio Foce, una bella e comoda sala concerti dall’ampio palco e con un ottimo impianto audio e luci. Il folk, nella musica di Mirel Wagner, assume connotati spettrali, misterici, sempre sottilmente oscuri. A tratti pare di trovarsi al cospetto di arcane fiabe dark, costellate da simbolismi materici, fantasmi d’infanzia, inquietudine. Sul palco, accompagnata solo da una chitarra acustica – come del resto già era su disco – ha circuito con le sue canzoni l’attento e rispettoso pubblico presente. La sua voce è sempre piana e calda, intenta a seguire le melodie che sono specchio attonito di quanto le parole dicono. Sotto di essa, la chitarra stende arpeggi ipnotici, che a lungo andare creano un effetto quasi psichedelico, sognante, oppiaceo. Per certi versi la si potrebbe quasi considerare una versione al femminile di cantautori affogati nell’oscurità tipo uno Steve Von Till. Di diverso lei ci mette una dolcezza tutta femminile, un sentimento che anche quando pare filtrato dal distacco è lì che cova calore.
Poco più di un’ora di concerto, in cui sono sfilate magicamente le canzoni dei suoi due album: pezzi come The Dirt, Oak Tree o The Devil’s Tongue, per dirne qualcuno, che sono quanto di più affascinante è uscito dall’ampio panorama folk nell’anno appena trascorso. Se non l’avete ancora fatto, un giovanissimo talento da scoprire!

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