Libri & Cinema

La trilogia dell’isola di Lewis di Peter May

mayL’ISOLA DEI CACCIATORI DI UCCELLI e L’UOMO DI LEWIS
Peter May
Einaudi

Primo e secondo volume di una trilogia, L’Uomo di Lewis e L’isola dei Cacciatori di Uccelli sono due libri assolutamente unici. Affascinanti. Due noir decisamente atipici, in quanto il lato descrittivo supera il plot giallo. Peter May, scozzese trapiantato in Francia, non è un autore molto noto dalle nostre parti, non lo era, visto che L’Uomo di Lewis ha riscosso un certo successo.
Il primo libro, L’Isola dei Cacciatori di Uccelli, ci apre sulle vicende di una serie di personaggi che abitano questi luoghi incredibilmente affascinanti: ci fa conoscere Fin McLeod, il protagonista dei due libri (ed anche del terzo, che uscirà tra breve da noi), Finlay deve tornare a Crobost (sull’isola di Lewis) perché è stato ucciso Angus Macritchie, sua vecchia conoscenza. Macritchie è stato ucciso nello stesso modo in cui è stato assassinato un uomo a Glasgow poco tempo prima: Fin si è occupato dell’indagine e, di conseguenza, viene chiamato sull’isola di Lewis per prendere in mano anche questa indagine. Il ritorno a casa, Fin è di Crobost, è pieno di dubbi, amarezza, tormento: Fin ha perso il figlio di otto anni e si è separato da sua moglie. Un matrimonio senza amore, destinato a finire. Fin ama(va) Marsaili che però ha abbandonato anni prima, quando si è trasferito sul continente: un amore contraccambiato che lui ha gettato alle ortiche. E Marsaili, per vendicarsi, ha sposato l’amico di Fin, il suo compagno di gioventù, Artair.
Il libro è denso e May, come nel seguente (ed anche migliore) L’uomo di Lewis, sceglie gradualmente i colpi di scena e descrive in modo piano l’indagine. La vicenda gialla si sviluppa lentamente, ma la bellezza dei due libri sta nella descrizione dei luoghi, che May ama profondamente. Infatti il fascino maggiore arriva dalla straordinaria descrizione dell’isola di Lewis, una delle grandi Ebridi, a tre ore dalla costa della Scozia. Isole splendide ma fredde, anche quando splende il sole, battute dai venti e dalle piogge: villaggi che si arrampicano su colline, terra e rocce color ferro, spoglie, quasi desertiche, torbiere, boschi, lande con poca, pochissima gente. E la gente risente di questo clima, è più triste, con uno stato d’animo interiore chiuso, decisamente poco comunicativo. La bellezza dei paesaggi ci lascia senza fiato e, una volta letti i libri, quello che rimane maggiormente in mente sono proprio i luoghi. Ma la parte gialla è sapiente in quanto penetra lentamente dentro di noi, coinvolgendo la nostra curiosità riguardo ad avvenimenti oscuri, sepolti nel passato.
lewisSe nel primo libro (il titolo spiega un evento annuale che accade sull’isola di Lewis, la caccia e l’uccisione di una razza di uccelli, la guga, che avviene su una fetta di terra sbattuta tra vento ed onde che si chiama As Geir e si trova a diverse miglia dalla costa di Lewis) l’indagine riguardava la morte di Macritchie, nel secondo Fin, che ormai ha lasciato la divisa per tornare alle sue origini, rimane ancora una volta preso nell’ingranaggio poliziesco in quanto viene ritrovato, in mezzo alla torba, il cadavere del fratello di Tormod, il padre di Marsaili, la fiamma di gioventù di Fin. Morto diversi anni prima, il cadavere risulta perfettamente conservato in quanto immerso nella torba. In entrambi i casi l’indagine non è facile, la gente del luogo non parla o quasi, e vari elementi, dalla polizia stessa ad alcuni abitanti, giocano contro il protagonista. Fin Macleod è scappato dall’isola per diversi motivi, da Marsaili al fatto che era orfano, ma ora è costretto a tornare (in entrambi i libri) ed a fare in conti con il suo passato. Ma i libri di May sono qualche cosa di più che dei semplici noir, sono dei romanzi di grande forza interiore, che mischiano la descrizione approfondita dei caratteri delle persone con la splendida e particolarissima descrizione dei paesaggi, misteriosi e pieni di fascino, immersi in una natura ancora incontaminata, che fanno da cornice a due romanzi di grande suggestione. Imperdibili.

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