Recensioni

Willie Nelson, Summertime: Willie Nelson sings Gershwin

summertime_willie nelsonWILLIE NELSON
Summertime: Willie Nelson sings Gershwin
Sony Legacy
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A 82 anni compiuti, Willie Nelson non ha ancora voglia attaccare il cappello. Per niente. E, siccome non ama ripetersi, ha aperto il contratto con la Legacy con l’eccellente Heroes (2012), a cui è seguito il meno riuscito Let’s Face The Music and Dance (2013). Mai domo ha subito pubblicato un disco di duetti con voci femminili, To All The Girls (2013), decisamente meglio del precedente, per poi tornare al classico con il solido Band of Brothers (2014). Giusto prima di Natale ci ha gratificato con December Day, inciso in coppia con sua sorella Bobbie (2014). Poi ha lasciato passare qualche mese, per mettere sul mercato l’eccellente Django & Jimmie, splendido disco registrato in coppia con Merle Haggard (2015).

Ed ora, giusto per non ripetersi, ecco un disco diverso, completamente diverso, Summertime: Willie Nelson Sings Gershwin. Un omaggio a George and Ira Gershwin, due dei grandi compositori della musica americana. Omaggio che fa seguito al premio che Nelson ha ricevuto dalla prestigiosa Library of Congress, il Gershwin Prize per la canzone popolare, premio dato al texano nel 2015. Dietro al banco di comando c’è sempre Buddy Cannon, l’uomo che ha accompagnato Nelson in questa avventura, da Heroes in poi (ma i due avevano già lavorato assieme in passato). Ma questa volta Cannon non è solo, infatti con lui c’è Matt Rollings, pianista extraordinaire, the man behind Lyle Lovett.

Rollings, con il suo pianismo raffinato e la sua musicalità jazzy, dà un tocco ancora più elegante alla musica di Nelson. D’altronde questo non è un disco di musica country, bensì un album in cui il nostro rilegge alcuni classici del grande songbook Americano. Canzoni come Summertime, cantata da tutti, cominciando da Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, a Someone To Watch Over Me, But Not For Me, I Got Rhythm e via discorrendo. Rollings fornisce il tocco in più. D’altronde Nelson non è nuovo a progetti come questo, infatti in passato ci ha regalato dischi come Stardust (1978), Two Men and The Blues (2008, con Wynton Marsalis), American Classic (2009), Here We Go Again: Celebrating The Music of Ray Charles (2011, con Wynton Marsalis e Norah Jones).

Caldo, raffinato, elegante, Summertime è un disco da ascoltare ed approfondire con tutta calma.

Trovi l’articolo completo su Buscadero n. 387 / Marzo 2016.

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