Entire Family Las Vegas New Mexico, 1983 © Wim Wenders / Wenders Image / Verlag der Autoren

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Wim Wenders. America: il regista in mostra a Villa Panza di Varese

Qualche mese fa Wim Wenders si è recato a Villa Panza, sito FAI in quel di Varese, per la mostra dedicata ai due artisti contemporanei americani James Turrell e Robert Irwin ed è rimasto talmente incantato dal luogo da proporre l’idea di una esposizione delle sue fotografie “americane”. «Non avevo mai pensato a una mostra dedicata all’America ma questo luogo squisitamente europeo me l’ha ispirata e penso sia un grande privilegio poterla fare».
Sono fotografie di paesaggi quelli esposti a Villa Panza fino al 29 marzo perché, prosegue Wenders, «ho sempre scelto il paesaggio non perché sia una fotografia naturalista ma proprio per ciò che mi trasmette. I luoghi sono più onesti, svelano i loro segreti più delle persone. Per questo prima di uno scatto passo tantissimo tempo da solo in quei posti, per coglierne la vera emozione». E la visione della mostra Wim Wenders.America ha a che fare proprio con l’emozione, specie per un osservatore che ama il paesaggio americano, il cinema, le suggestioni indotte dalla musica rock, il silenzio e la solitudine dei grandi spazi e delle cittadine di provincia dimenticate.
Cosi nelle magnifiche settecentesche sale neoclassiche di Villa Panza va in scena la libertà iperrealista di Wenders che sa guardare agli ambienti, urbani e rurali, celebrandone il mito con un semplice, laconico, scatto di macchina fotografica. Fotografie realizzate tra il 1978 al 2003, dagli scatti usati per il film Non Bussare alla mia porta effettuati a Butte, in Montana a quelli che evocano la profondità interiore di un cimitero indiano abbandonato, dallo smarrimento di Paris, Texas (la scarna bellezza della foto di un cowboy-bar chiuso in una sperduta località del Texas dove l’autore dice di immaginare le voci della gente al bancone col sottofondo della musica di Johnny Cash, Jimmie Rodgers e Cowboy Junkies) agli interni colorati di un vecchio hotel dismesso a Gila Bend in Arizona, fino alle tante foto che evocano allo stile e agli squarci di uno dei suoi maestri, il pittore Edward Hopper, in particolare le “rielaborazioni” di Woman in the Sun, Early Morning Sun, Nighthawks, inclusa la casa nella prateria del dipinto di Andrew Wyeth Christina’s World privato della figura umana di Christina Olson,
America di Wim Wenders è la trascrizione di un viaggio e di una condizione di nomadismo che per l’autore sembra essere strettamente connesso con la natura dell’uomo. Il viaggio come necessità primaria, fonte inesauribile di storie da raccontare senza pregiudizi e conoscenza del proprio interiore. Una mostra da vedere che si chiude con le foto giganti scattate nel novembre del 2001 a Ground Zero durante le fasi di sgombero, una mostra allestita e curata in maniera superba (la direttrice Anna Bernardini) che ha un corollario cinematografico adeguato all’evento, una serie di proiezioni di film di Wenders commentati e presentati da Mauro Gervasini, direttore di Film Tv e appassionato di musica rock.

Questo il calendario:
giovedì 18 febbraio,ore 18.30 e 21 a Filmstudio 90 Varese, L’amico americano 1977
giovedì 5 marzo,ore 18.30 e 21 a Filmstudio 90 Varese, Lampi sull’acqua 1980
giovedì 12 marzo,ore 21 Cinema Nuovo Varese, Lo stato delle cose 1982
mercoledì 18 marzo,ore 18.30 e 21 a Filmstudio 90 Varese, Paris Texas 1984

Sito ufficiale della mostra Wim Wenders.America:
www.wimwendersvillapanza.it

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