Una serata davvero particolare quella di giovedì 11 Giugno, a Laveno, nel meraviglioso contesto delle Officine dell’Acqua. L’associazione Musica Libera, che dal 2015 è promotrice del festival Il Lago Cromatico, rassegna musicale estiva per la diffusione della cultura e la valorizzazione del territorio della bassa sponda lombarda del Lago Maggiore, ha deciso d’inserire, nel programma della dodicesima edizione, un incontro dedicato interamente al mito di Fred Buscaglione. In collaborazione con ACE e Auto Moto Storiche Varese, l’evento, ospitato in una location d’eccezione, ha visto la partecipazione di Gianni Cerri, storico e collezionista che ha dedicato molto tempo alla vita e alla carriera dell’artista torinese, una delle figure più iconiche della stagione d’oro della canzone del dopoguerra.
L’atmosfera da viaggio nel tempo, col profumo da jazz club anni cinquanta, tra bicchieri tintinnanti, ha reso speciale un appuntamento che ha congiunto le emozioni della musica e il valore storico della Fondazione, la quale si occupa, tra le molte cose, di progetti aperti alle giovani generazioni e ad attività sociali, attraverso iniziative culturali e laboratori.
Un percorso dentro la memoria, tra le vie dell’acqua e l’arte della musica, fotografie, documenti originali, dischi, copertine, manifesti e pagine di quotidiani, lungo la sala Virginia dedicata alle barche storiche. Racconti intrecciati nella custodia della tradizione, di due persone, Gianni Cerri e Clara Schembari (presidente di Musica Libera), mosse dal profondo desiderio di portare alla comunità quanto di bello musica e territorio ci regalano. A fare da contorno Epiko (è proprio il caso di dirlo!), con i suoi cocktail (ovviamente a base di Whiskey) confezionati su misura per l’occasione e, sul palco, i Whiskey Facile, con Luca Borin alla voce, Lorenzo Poletti alla tromba, Daniele Radaelli banjo e chitarra, Massimo Erbetta al contrabbasso e Andrea Cocco alla batteria.
Immerso nel fascino notturno delle atmosfere jazz anni cinquanta, il set ha trascinato il pubblico, accomodatosi in giardino, fra gli zoppicanti tempi medi dello swing, tra il gusto e l’ironia di una miscela rivoluzionaria, rivissuta tramite pezzi come Astermambo (scatenata in apertura), Buonasera (signorina) o Che notte, Carina, Kriminal Tango, Eri piccola così fino a Guarda che Luna e l’immancabile Teresa non sparare, ma che ha donato spazio anche a quel periodo in cui Buscaglione non era ancora conosciuto.

Le storie, accompagnate dalla voce narrante di Gianni Cerri, si sono snodate attraverso aneddoti e curiosità che raccontano ogni sfumatura di una persona autentica (dietro al personaggio), di quanto sacrificio abbia portato con sé il successo. Per chi stava ascoltare è diventato facile colmare il cuore di un sincero affetto verso Ferdinando Buscaglione da Torino.
Un viaggio musicale che ha compiuto il suo percorso fra brani meno popolari (Giacomino, Il siero di Strokomogoloff, La tazza di Tè), ma anche nell’audace reinterpretazione della fortunatissima Nel blu dipinto di blu del collega più famoso, Domenico Modugno, intenta a ripensare a come un musicista si sia fatto le ossa. Ci si sente a casa ascoltando sparatorie, immaginando bionde platino «modello 103» (e in realtà, la figura della donna, nelle sue canzoni, rappresenta quel modello emancipato che andava in contrasto con il finto duro, poi uomo un po’ coniglio in tanto altro), una mezza dozzina di mascelle rotte e personaggi loschi, mentre lì sul palco ci si prende gioco di se stessi in modalità Asternovas: virtuosismi, assoli e ottoni caldi, ma anche un gran lavoro di alchimie, tese sempre a quello scopo principale che resta rallegrarsi insieme al pubblico.
Una serata divertente e commovente, fatta di ricordi e di storia della musica “moderna” del nostro Paese, di bellezze e di bruttezze, fioriture e decadimento, di risorse e di rinascita. Non ci dimentichiamo di quella leggerezza, ondeggiante fluida in ogni sua canzone, ammaliati da quella figura e dal suo «whisky facile», dai suoi alter ego (come il leggendario Porfirio Villarosa).
La rassegna musicale de il Lago Cromatico proseguirà con altre iniziative, nel frattempo ci portiamo a casa un antipasto ghiotto fra i colori, i sapori e i suoni irriverenti della sponda magra.



