Adam Weiner dei Low Cut Connie presenta il nuovo album della sua band

Buscadero
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In questi giorni, il 3 luglio 2026 per essere precisi, è uscito il nuovo, bellissimo album dei Low Cut Connie, Livin in the USA (recensione su Buscadero 501, a giorni in edicola). Adam Weiner, leader della band, ha pubblicato uno statement che volentieri diffondiamo.

Ho scritto un album di protesta sui tempi che stiamo vivendo nell’America del 2026. Si intitola Livin in the USA. L’ho fatto perché mi disgusta vedere il nostro Paese sprofondare in un inferno autoritario, in un vuoto morale, e diventare un luogo dove l’arte non guida più il dibattito culturale. Questo album, che ci crediate o no, è anche un album per fare festa, perché mi rifiuto di lasciare che questi stronzi ci rubino l’arte e ci rubino la gioia. È tempo di riprendercele.

Questo Paese, cazzo se è vero, ha inventato il rock’n’roll, l’hip hop, il jazz, l’R&B. La musica con l’anima comunica a un livello che nessun algoritmo, informatico rampante, intelligenza artificiale o apparato politico potrà mai capire o contenere. L’America ha creato queste forme d’arte nate per ribaltare i tavoli. Il rock’n’roll è una forma d’arte che ribalta i tavoli. È tempo di ribaltare il tavolo ancora una volta.

Un anno fa sono stato uno dei primi artisti a cancellare uno spettacolo al Kennedy Center. Ho visto il regime prendere il controllo di quella che prima era un’istituzione artistica non di parte; hanno nominato un maniaco privo di senso dell’arte come Presidente. Così me ne sono andato. Quei soldi avrebbero fatto comodo a un musicista lavoratore della classe media come me, ma la mia anima, per il fatto di essersene andata, è stata meglio.

Poco dopo, ho pubblicato una canzone acustica e intima, Livin in the USA, in cui parlavo delle atrocità dell’ICE, dell’autoritarismo, del razzismo e di una generale mancanza di spessore morale in America. Questo mi ha causato un sacco di problemi. Ho ricevuto minacce violente e cancellazioni di date. Un commissario della contea, in Pennsylvania, ha definito la mia musica «propaganda». Ho dovuto consultare esperti della sicurezza per la mia incolumità.

Ma il mio tour è andato avanti, e sinceramente tutte le persone che ho incontrato in tutto il Paese mi hanno ricordato quanto sia profonda l’anima dello spirito americano, nonostante le persecuzioni quotidiane e la criminalità a cui assistiamo. L’anno scorso molte persone mi dicevano di smettere di cantare Livin in the USA, giusto per non agitare troppo le acque. 

MA VAFFANCULO!
Ho deciso di cantarla PIÙ FORTE.
PIÙ FORTE, stronzi!

Ho fatto questo album, Livin in the USA, per dire vaffanculo a questo regime, alla brutalità e alla disumanità dei nostri leader politici e tecnologici. Sono dei coglioni senza classe, gusto, moralità o arte in corpo. Ho fatto questo album per riappropriarmi del patriottismo — questo regime è antiamericano!

Il mio album è a favore degli Americani!

Gran parte dell’America si fonda sulla diversità, sulla creatività, sul duro lavoro e sulla libertà di espressione. Questi stronzi non capiscono un emerito cazzo dello spirito dell’America — specialmente della nostra arte!

Ho fatto quest’album per riprendermi il divertimento, la gioia e la connessione umana. La nostra individualità ed espressione creativa costituiscono un atto rivoluzionario. Cantate e ballate da farvi scoppiare il culo, bellissimi strambi americani! Solo perché il mondo sta crollando, non significa che non possiamo andare a fare il bagno nudi questo fine settimana.

Ho fatto quest’album perché questi algoritmi che hanno definito l’epoca sono così fottutamente NOIOSI! Spingono ogni giorno la nostra cultura verso il generico. Non ci ricordiamo nemmeno più della nostra bellezza e creatività. L’America è strana e meravigliosa, queste tecnologie non ne capiscono un accidente.

Ho registrato questo album su nastro da un pollice. Ogni canzone è stata registrata in un’unica ripresa infuocata. Questo per catturare il momento senza affidarsi alla tecnologia per sistemare le cose. Niente autotune, niente clic in cuffia.

Suonare di getto, registrare e pubblicare. È così che è nato il rock’n’roll, è così che ho cercato di fare.

Amo il rock’n’roll.
È forma d’arte davvero grandiosa.

Ho fatto questo album pensando ad alcuni dei miei dischi preferiti di sempre. Dischi che parlavano dei loro tempi e allo stesso tempo ci facevano divertire da matti:
Sign o’ the Times (Prince),
Stand! (Sly & the Family Stone),
There’s a Riot Goin’ on (Sly & the Family Stone),
What’s Going on (Marvin Gaye),
Born in the U.S.A. (Bruce Springsteen),
Willy and the Poor Boys (Creedence Clearwater Revival).

Ho fatto questo album perché la mia piccola voce è ciò che ho da offrire a questi tempi del cazzo. Spero che Livin in the USA possa fare una qualche differenza positiva, da qualche parte. Restate forti e non perdete mai lo spirito.

Adam Weiner / Low Cut Connie
South Philadelphia PA
USA 2026

(traduzione a cura di Sofia Virginia Raccio)

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