AMAZING BLONDEL
A Foreign Field That Is Forever England: Live Abroad
Talking Elephant
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Negli anni Settanta, mentre il mondo era proiettato nella ricerca di sonorità sempre più particolari ed eccentriche, si mise in luce un trio (originario del Lincolnshire) di nome Amazing Blondel, ragione sociale presa in prestito da un leggendario troubadour medioevale. Più o meno correttamente ascritti alla casella del progressive folk, erano nati come duo costituito dal chitarrista John Gladwin e dal polistrumentista Terry Wincott: il primo scriveva canzoni immaginando di essere nel Seicento, il secondo usava strumenti a fiato dimenticati come il cromorno e il flauto basso.
Dopo il debutto discografico su Bell, con l’inserimento del chitarrista e liutista Eddie Baird hanno dato vita ad una serie di ottimi dischi per l’allora vivacissima e coraggiosa Island, facendoci conoscere la musica medioevale ed elisabettiana. In particolare, va ricordato il trittico di opere uscite tra il 1970 e il ’72: Evensong, Fantasia Lindum ed England contenevano delicata e vellutata musica acustica, leggiadre sonorità pastorali, squisite immagini bucoliche, spettacolari descrizioni della bellezza della natura. Musica fuori dal tempo, gentile, godibile, propria dell’ambiente delle corti inglesi d’epoca vittoriana, capace di trasportare l’ascoltatore in un’arcadia ideale e irreale. Musica per anime candide, sognatrici, romantiche, in pace con se stesse. Il gruppo ha suonato parecchio dal vivo ed è venuto più volte in Italia, deliziando e incantando con la sua musica squisita.
A Foreign Field That Is Forever England: Live Abroad, risalente al 1996, raccoglieva brani tratti da concerti europei del ’72 e del ’73: lo ristampa Talking Elephant, fornendo un’ottima occasione, a chi non li conoscesse, per addentrarsi nell’ascolto di qualcosa di singolare e unico nel panorama di allora, ancora oggi forse in grado di sorprendere.
Nel disco, che Melody Maker definì «di musica con la freschezza dell’erba appena tagliata», sono compresi i brani più belli e apprezzati del repertorio del trio: dalla delicata Seascape, con il flauto dolce in evidenza e una superba prestazione corale, a Pavan, dolcissima e malinconica danza medioevale con il flauto ancora protagonista, senza dimenticare la gioiosa rinascita della natura descritta da Spring Air e le atmosfere scanzonate della lunga Shepherd’s Song.
Celestial Light è uno splendido tributo alla cattedrale di Lincoln e alla campagna circostante; i 19’ di Fantasia Lindum rappresentano una bellissima, complessa suite, capolavoro di qualità sonora e suggestioni corali. Da sottolineare anche Dolor Dulcis (svetta il lavoro del clavicembalo), che carica di nostalgia un pezzo ispirato alla tragedia scespiriana di Romeo e Giulietta, e Wildwood, con le sue immagini di un ambiente agreste e sereno.



