Autori Vari, Blues Ink Vol. 1

Sofia Virginia Raccio
4 minuti di lettura

AUTORI VARI
Blues Ink Vol. 1
Marco Calderone Produzioni
***1/2

C’è un momento preciso, in questo caso tra i fumi di un pub e l’ultimo bicchiere di Laphroaig, in cui le idee smettono di essere semplici chiacchiere e diventano qualcosa di concreto. È nato così, tra Alessandria e Genova, Blues Ink Vol. 1, un’opera che definire semplicemente libro sarebbe un insulto alla sua natura. Ideato dalla visione di Marco Calderone e animato dal tratto satirico di Marcello Milanese, questo lavoro è un ibrido affascinante: chiamatelo record-book, music graphic novel o comics compilation. Poco importa l’etichetta, ciò che conta è l’anima che trasuda dalle pagine.

Dimenticate la fruizione passiva. Blues Ink Vol. 1 propone un’esperienza sensoriale completa. Ogni capitolo presenta un classico del genere rivisitato da un artista italiano. C’è la biografia, c’è la foto di rito e c’è la spiegazione del perché abbiano scelto proprio quel brano (spoiler: spesso è perché il Blues ti sceglie, non il contrario). L’elemento geniale – o diabolico, a seconda dei punti di vista – è il QR Code. In pratica, si legge con le orecchie. Inquadri, ascolti lo streaming e intanto ti perdi nelle illustrazioni di Milanese, che riesce a dare un volto al fango del Delta senza scadere nella solita iconografia da cartolina per turisti a New Orleans.

Il lavoro raccoglie tredici tracce che spaziano tra le diverse sfumature del genere. Tra i protagonisti troviamo nomi di rilievo come Ruben Minuto con Troble In My Mind (Richard M. Jones, 1924), il duo Veronica Sbergia & Simone Scifoni con una magnifica versione di Black Gipsy Blues (Merline Johnson, 1939), Cris Mantello con un’interpretazione country rock di Nobody’s Fault But Mine (Blind Willie Johnson, 1927). E poi Chris Horses, Sam Puppo, Anita Camarella & Davide Facchini, J. Sintoni, Al Cash Cicirello, Tommaso Varisco, Gabriel Delta, Ale “Lone Dog” Ponti. Lo stesso Marcello Milanese contribuisce con una versione sporca e reale di Rollin’ & Tumblin’ (Hambone Willie Newbern, 1929). In questo mosaico di talenti, la partecipazione di Tiziano Galli (Tiz Rooster) con il brano Get Out of My Life, Woman (Allen Toussaint, 1965) assume oggi un significato particolare. La sua recente scomparsa trasforma queste pagine in un omaggio postumo a un musicista che ha vissuto il Blues con un’autenticità rara, portando il proprio talento da Milano fino ai palchi di Memphis. La sua voce e la sua chitarra restano qui, impresse tra le note e i disegni, come un ricordo indelebile.

A fare da collante, come si diceva, non è solo la musica, ma il genio satirico di Marcello Milanese. Le sue illustrazioni non sono meri accompagnamenti, ma interpretazioni critiche. Menzione d’onore va al suo intermezzo sarcastico: una guida su come diventare un artista blues che demolisce con intelligenza i cliché del genere, suggerendo che, tra un accordo e l’altro, vendere l’anima al diavolo resti sempre il metodo più veloce (e meno burocratico) per trovare il suono giusto.

L’intento di questo lavoro non è puramente antologico. Calderone e Milanese mirano a scardinare l’idea del Blues come genere fatto di elementari stereotipi, mettendone a nudo la caratura poetica. È un invito a scoprire artisti italiani che nulla hanno da invidiare ai colleghi d’oltreoceano, e a riscoprire testi che sono, a tutti gli effetti, poesia.

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