BABY SAID
BS
PAL Rec.
***½

Quello che distingue il duo formato dalle sorelle britanniche di origine italo-punjabi Veronica e Jessica Pal (rispettivamente 20 e 18 anni) dalla maggior parte dei loro coetanei, è che loro, le Baby Said sono una band vera (a completarla ci sono la batterista Kēra e il chitarrista ritmico Alfie), non un fenomeno costruito a tavolino o proveniente da un talent.
Le due sorelle hanno cominciato presto a parlare il verbo rock, naturalmente coniugato al presente: i loro modelli non vanno più indietro dei Nirvana e arrivano fino ai nostrani Måneskin (da un cui brano hanno preso la denominazione), ma brillano di luce propria. Si sono fatte le ossa per strada: oltre 200 concerti in un paio d’anni, dapprima con la cover band AstroModa o come busker, poi sono arrivate le canzoni originali e ora questo primo disco, uscito in digitale a marzo, alla vigilia della loro partecipazione al SXSW, e ora disponibile in vinile anche da noi, grazie all’Audioglobe.
Forse è presto per dire se le Baby Said saranno un fenomeno discografico, ma l’interesse nei loro confronti è crescente, il disco ha avuto centinaia di migliaia di ascolti e al ritorno dal Texas hanno vinto il premio per la miglior canzone (dello scorso anno) ai Music Awards di Portsmouth, la loro città.
BS è un lavoro fresco, grintoso, contemporaneo e suonato dal vero. Le Baby Said hanno energia da vendere (chi non ne avrebbe, a quell’età?) e lo dimostrano fin dalla prima Dead To Me, attacco senza mezzi termini a un ex cancellato definitivamente: cantata a due voci, con un assolo di Veronica alla sei corde e un ritmo incalzante spinto dal basso di Jessica. Take Everything ha le voci effettate, ma non a livello fastidiosissimo, l’andatura è vagamente orientaleggiante, bella la chitarra solista e azzeccati i cori dietro le strofe. Burn è una bella ballata, stavolta con la voce solista al naturale per una canzone d’amore che si fa ascoltare piacevolmente; meno memorabile la successiva Sweet Talk.
Subito arriva, però, il riff a bassa fedeltà di 1,2,3, brano dal refrain accattivante in cui si canta del sapersi scrollare di dosso un partner possessivo e pericoloso; nella struttura orientaleggiante di Mean Girlz,le Baby Said invitano a non vergognarsi di come si è e a non sentirsi in dovere di imitare per forza le «cattive ragazze» per cliché. BS si chiude con la breve e iconoclasta Hate Me, forse non la cosa migliore.
Nel frattempo, per festeggiare l’uscita del disco, le ragazze hanno intrapreso un breve tour inglese, culminato a Londra, con tanto di appendice parigina e ingaggio al festival di Glastonbury.


