BUFFALO SPRINGFIELD + THE BYRDS
Live At The Monterey Pop Festival
LP, Monterey International Pop Festival Foundation
***½
Sono alcuni anni che, in occasione del Record Store Day o Black Friday, la fondazione che gestisce tutto quanto riguarda il Monterey Pop Festival pubblica LP con le performance dei gruppi allora partecipanti: in passato, erano già affiorate le esibizioni complete di Otis Redding e Jimi Hendrix (tra gli altri), e c’erano stati il box della Rhino e i tre DVD targati Criterion (questi davvero imperdibili). I vinili di questa nuova collana (hanno tutti la stessa veste grafica) sono a tiratura piuttosto limitata, non semplici da recuperare, costosi, ma molto ben fatti, curati sotto il profilo grafico nonché stampati su vinile pesante, foderato in copertine di cartone.
La scelta di abbinare le performance di Byrds e Buffalo Springfield, viste le affinità elettive, non stona affatto, e del resto, in quell’occasione, i secondi si presentarono con David Crosby (!) e Doug Hastings (al posto di un Neil Young temporaneamente dimissionario). Gli show sono integrali, con brani mai apparsi nelle pubblicazioni audiovisive dedicate alla «matrice» di tutti i festival. Il concerto dei Byrds di sabato 16 giugno 1967, vede la formazione a quattro motivata, magari un po’ arruffata e non perfetta come nelle sue produzioni in studio, meno attenta alle armonie vocali e più concentrata sulle chitarre. Siamo tra l’uscita di Younger Than Yesterday e quella di Notorious Byrd Brothers, Crosby è l’indiscutibile frontman del gruppo a dispetto di un Roger McGuinn assorto nel ruolo di chitarrista. Viene privilegiata la produzione recente: Renaissance Fair, Lady Friend (ancora inedita all’epoca, senza le fastidiose trombette), Have You Seen Her Face, I Know You Rider, So You Want To Be A Rock’n’Roll Star (con ospiti Hugh Masakela e Big Back). Ma c’è spazio anche per due brani più vecchi come Chimes Of Freedom e He Was A Friend of Mine, con l’introduzione di Croz sull’omicidio di JFK.

Altra storia il concerto dei BS: il gruppo, seppur vittima delle ubbie di Young, è indubbiamente meno approssimativo (alla faccia degli integralisti per i quali senza di lui il gruppo non esisteva). Stephen Stills è saldo al timone, Richie Furay è un comprimario di tutto rispetto, i cori di Crosby fanno pensare a una prova generale di CSN. Il concerto è poco più lungo rispetto a quello dei Byrds, e per quanto ci siano brani ai tempi ancora sconosciuti, le sbavature sono minime. Stills è in forma smagliante, For What It’s Worth, Pretty Girl Why e il medley tra Rock’n’Roll Woman e Bluebird funzionano alla grande; Richie Furay canta l’autografa A Child’s Claim To Fame e la younghiana Nowadays Clancy Can’t Even Sing. Il batterista Dewey Martin presta la voce roca a Nobody’s Fool di Furay, che sarebbe rimasta inedita fino al debutto dei Poco di due anni dopo.



