Sia pur con un po’ di ritardo, ecco a voi il racconto del Buscadero Day 2025 in parole e immagini!
CRONACA DI UNA BELLISSIMA GIORNATA
Buscadero Day
20 luglio 2025
Ternate (VA)
Agiamo con metodo e partiamo subito con i ringraziamenti.
Il BDay (noi filoamericani amiamo riassumere i concetti, dando così prova di concisione ed elasticità), lo si deve all’efficienza organizzativa di Alessandro Gusmini e Andrea Parodi. Gusmini, attorniato dai biondi figlioli e da uno stuolo di volontari, è responsabile del gruppo WoodInStock, da anni impegnato nella raccolta fondi per il contrasto al morbo di Parkinson. Ogni anno, in luglio, una serie di incontri che tengono vivi gli abitanti di Ternate e zone limitrofe. Una di queste giornate è dedicata al Buscadero e qui entra in scena Andrea, che con i suoi contatti riesce ogni anno a estrarre dal cilindro artisti e soprattutto amici desiderosi di non perdere questo speciale appuntamento. Volevo sottolineare solo un piccolo particolare: di soldi ne girano pochi e senza soldi è difficile intavolare un ricco banchetto, ma Alessandro e Andrea ogni anno ci riescono.
Quest’anno, sensibile al richiamo di Parodi, mi sono presentato sul lago per tempo, perché ci tenevo a partecipare a una pedalata solidale organizzata da CicloVarese e ParkinsOnMove per sostenere la lotta contro la suddetta patologia. In una fresca mattina d’estate, mi sono fatto in bicicletta i 13 chilometri che costeggiano il lago di Comabbio insieme a gruppi famigliari, esperti ciclisti e sprovveduti come me, con bicicletta (non assistita) noleggiata nei pressi. Appena tornato dal piccolo tour, mi sono cambiato la maglietta intrisa di sudore e ho iniziato il mio impegno sul palco all’aperto del Feel Rouge Stage, mentre l’amico Alessio Brunialti, una delle colonne portanti dei quotidiani La Provincia e Il Corriere Del Ticino, occupava il palco (coperto) del Colombo Gallery Stage.
Programma al solito molto ricco, aperto da una big band femminile costituita da otto voci: Marilena Anzini e le sue Ciwicè, che oltre a presentare le loro composizioni hanno preparato una bellissima versione della Woodstock di Joni Mitchell. Si sono poi susseguiti sul palco gli Urban Myths, Pier Adduce & TreSette e Sergio “SirJoe” Polito, riscuotendo un ottimo successo. Mi sono poi allontanato dal palco per partecipare, insieme a Helga Franzetti, Francesco Caltagirone, Andrea Trevaini e Marco Denti a Noi Non Ci Fermiamo — Il Buscadero Continua: La Redazione Incontra I Lettori. In questo incontro aperto abbiamo ricordato Paolo a un anno dalla sua scomparsa e abbiamo presentato lo speciale per i 45 anni del Buscadero. Lo scambio con i lettori è sempre emozionante ed è una delle caratteristiche positive di questa intensa giornata.
Tornato sul palco esterno, ho potuto assistere all’esibizione di Beatrice Campisi, che insieme a Riccardo “Macca” Maccabruni alle tastiere e alla fisarmonica ha dato vita a una session, mettendo in luce la sua abilità come compositrice e perfomer. Dopo di lei, sul palco sono saliti i Mandolin’ Brothers, gruppo che non ha bisogno di presentazioni. Jimmy Ragazzon & friends hanno eseguito alcuni loro brani in cui chitarre elettriche e armonica hanno fatto pulsare i cuori dei presenti. Mentre il sole tramontava e gli alberi mossi dal vento scuotevano le loro chiome, è salito sul palco Daniele Tenca, che con il cappello nero da cowboy, e aiutato dalla sezione ritmica dei Mandolin’, ha presentato con grande energia i suoi brani.
Purtroppo, il brusco cambio atmosferico — il vento si è tramutato in pioggia — non ha permesso ad Arizona Parker e al suo gruppo di esibirsi. La aspettiamo il prossimo anno in una giornata di sole. Nella Colombo Gallery Stage, intanto, Mauro Zambellini, Denti, Renato Tammi e Tenca, con il supporto di Massimo Priviero, hanno raccontato di Liberami Dal Nulla di Warren Zanes e del mondo poetico e politico di Bruce Springsteen. I Winterflowers, costituiti da Marco Grompi e dal dottor Michele Fortis, hanno raccontato il loro amore per le melodie sognanti e gli impasti vocali cari a molta musica californiana. Alberto Lanfranchi, responsabile di Noi & Springsteen, ha presentato il progetto Born To Cruise — una crociera per i fan di Springsteen, ovvero un’esperienza nel Mediterraneo per tutti gli amanti del Boss. Quattro giorni in mare partendo da Genova, passando da Barcellona e Marsiglia per poi ritornare nel capoluogo ligure. A bordo concerti, tavole rotonde e incontri per conoscere meglio Bruce. In seguito, la giovane cantautrice Eny, Tommaso Imperiali e Michele Diamantini dei Cheap Wine hanno regalato ottime performance, molto apprezzate dal pubblico. Infine Giulia Millanta, dalla natia Toscana alla rutilante Austin, in compagnia di Marcus Eaton, ha presentato alcuni brani del suo repertorio.
Un’altra gradita sorpresa. Molto toccante, poi, l’intervento di Luca Guenna, fondatore del gruppo degli anti-Parkinson e anch’egli portatore di questa devastante malattia: Guenna non solo ha evidenziato il lento decadimento del suo corpo, ma ha stupito tutti cantando, accompagnato da Gusmini alla chitarra, una sua composizione.
Mentre il cielo volgeva al peggio, sono saliti sul palco principale i componenti della Session Americana, che hanno fatto divertire il pubblico con una serie di canzoni in grado di sottolineare il loro affiatamento. Le prime piogge non hanno poi fermato I Luf, che hanno festeggiato con una performance davvero notevole i 25 anni della loro carriera artistica: sotto la pioggia battente, il pubblico continuava a ballare e la fisarmonica e il violino, accompagnati da una solida sezione ritmica, hanno riscaldato gli animi, e So Nahit ‘N Val Camonega (versione italiana di Sweet Home Alabama) ha fatto impazzire tutti. Un encomio particolare meritano gli Al Cash Project, guidati dall’esuberante Al Cash Ciriello (chitarra e voce) e da Corrado Giunta, che hanno reinterpretato a loro modo (e nella giusta mise) il blues delle radici, aiutati in questa loro performance dalla cantante MamaBaba, altra grande sorpresa del BDay, voce potente e fascino particolare capace di far sobbalzare i cuori di molti presenti. Tra le cantanti preferite da MamaBaba c’è Nina Simone e ascoltandola capirete il perché.
Allorché la pioggia cadeva copiosa sul palco, gli Uncle Lucius si esibivano al coperto nella Colombo Gallery, dimostrando il loro valore. La lunga giornata musicale si è conclusa poi con l’esibizione di Massimo Priviero, simbolo di artista sincero e resiliente, molto amato dagli spettatori che, nonostante la pioggia, non hanno abbandonato le posizioni. Pubblico caldo, che in molti casi è rimasto tutto il giorno a seguire questo evento particolare. Così particolare che in molti hanno sottolineato come non esista, al mondo, nessuna rivista musicale a cui è dedicata una giornata come il BDay. La vera forza della rivista, oltre a una linea editoriale chiara, senza cedimenti al commerciale e al glamour, risiede nel forte legame esistente tra redazione e pubblico, un legame nato quarantacinque anni fa e mai interrottosi.
Chiudiamo quindi questa giornata con il preciso impegno di trovarci, il prossimo anno, con un programma ancora più ricco per accontentare il pubblico dei buscaderiani. Un modo, anche questo, per ricordare Paolo Carù e la sua visione musicale. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla diciassettesima edizione del Buscadero Day e in particolare agli amici delle Marche, della Toscana, delle Puglie e della Calabria venuti, come tutti gli anni, a trovarci. Al prossimo anno.
Guido Giazzi
Il Buscadero Day è arrivato alla sua 17ª edizione e, giusto in apertura, ospita sul Colombo Gallery Stage una cantautrice emergente, che si è appassionata alla musica frequentando… il Buscadero Day, con i suoi genitori, fin dal primo anno. Perché da sempre, già a Pusiano e ancora di più in questi ultimi cinque anni a Ternate, nel grande abbraccio solidale di WoodInStock, l’atmosfera della manifestazione messa in piedi ogni estate da Andrea Parodi è quella di un grande raduno tra amici, che magari non si conoscono realmente, ma si ritrovano uniti dall’amore per la musica divulgata, da 45 anni, dal magazine fondato da Paolo Carù. Paolo avrebbe amato, Eny: un bel viso sorridente, un connubio efficace di sicurezza e tensione, una voce cristallina mentre propone un pugno di canzoni autografe, scegliendo anche qualche accordatura aperta nel segno di Joni Mitchell e interpretando, sul finale, Emiliana Torrini. Organizzatissima, ti fornisce un flyer con un QR-code per ascoltare il suo primo EP digitale e si ricorda di quando mamma e papà la portavano a partecipare a questa festa: visto il suo amore per l’artista islandese, la proclamiamo seduta stante Buskasdóttir, la figlia del Buscadero.
E proprio della rivista si parla in una tavola rotonda tra redattori che ha coinvolto in primis il direttore Guido Giazzi — in licenza dal suo ruolo di boss anche del Feel Rouge Stage — per parlare di questa straordinaria e unica avventura iniziata nel 1980, presentando lo speciale che ripercorre la storia della rivista (l’unica al mondo, diciamolo, a cui è stato dedicato un festival direttamente dagli appassionati). Un momento che arriva dopo un tributo a Bob Dylan a cui avrebbe dovuto partecipare un asso come Brian Mitchell, grande assente, invece, per un problema di permessi e trasporti. In sua vece, l’ottimo Renato Tammi, che non ama solo il suo carissimo Bruce Springsteen, e il duo composto dal comasco Tommaso Imperiali e dal suo chitarrista Daketo, che si scoprirà cantautore a sua volta nel set pomeridiano. Due ragazzi armati di un pugno di belle canzoni, dalla voglia di farsi ascoltare, giovani ma sicurissimi sul palco, perché hanno già tantissimi concerti alle spalle come Five Quarters e come progetto solista: segnatevi questi nomi, perché meritano di essere scoperti, se non l’avete già fatto.
Hanno tanta strada alle spalle anche i Winterflowers, ovvero Marco Grompi e Michele Fortis (nota: il cugino di quest’ultimo, tale Alberto, era apparso a sorpresa al Buscadero Day di due anni fa). Insieme da tanti anni, ma riuniti solo nel 2023, hanno realizzato un album, naturalmente, nel segno del sound californiano, e sul palco sono raggiunti da Robi Zonca, diventando un trio. Bella prestazione anche per Massimo Valli, arrivato fin da Mestre con i suoi musici, per regalare un altro momento da incorniciare.
Musica e parole con Renato Tammi e Daniele Tenca da una parte e Marco Denti e Mauro Zambellini dall’altra per parlare e cantare e suonare di Springsteen presentando Liberami Dal Nulla, il bellissimo libro da Warren Zanes (Del Fuegos) dedicato alla nascita di quel capolavoro anomalo che risponde al nome di Nebraska. C’è spazio per raccontare anche l’esperienza incredibile di Born To Cruise, organizzata da Noi&Springsteen, una sorta di mondo a parte nell’ambito del consueto côté che ci restituiscono gli spot delle crociere: da una parte i discotecari, i fan dell’apericena perenne pronti a turbinare nei balli di gruppo, dall’altra gente che ha davvero preso il largo per ascoltare Elliott Murphy e tutto un gruppo di artisti nel segno di Bruce. Una ship of fools su cui tutti, al termine del filmato realizzato durante la navigazione, volevano imbarcarsi subito. Sul finale di questo momento, a sorpresa, si aggiunge Massimo Priviero, che duetta con Tammi in un’improvvisata, ma perfettamente riuscita, Thunder Road.
Bellissima sorpresa quella offerta da Upstream, progetto acustico di Michele Diamantini (chitarrista dei Cheap Wine), con la voce di Laura Vichi che si è scaldata sempre di più, trascinando i presenti. Gran finale da incorniciare con Giulia Millanta, fiorentina di casa negli USA, che ha portato in dote il grande chitarrista Marcus Eaton, collaboratore, tra gli altri, di David Crosby e, di suo, strumentista e interprete di eccellente levatura. È spettato a loro l’onore di chiudere questa lunga carrellata sul Colombo Gallery Stage (due parole sul nostro sponsor: Antonio Colombo, responsabile dell’omonima galleria d’arte di Milano che, dal 1998, «si distingue nel panorama contemporaneo per la forte attività di promozione della giovane arte italiana e di artisti internazionali esponenti di una nuova arte visionaria», ma non solo: ospita infatti anche concerti di artisti decisamente buscaderiani, da scoprire visitando il sito colomboarte.it).
Nessuno poteva invece prevedere che, complice la pioggia, non sarebbe finita lì, con una parte delle esibizioni serali ospitata proprio al chiuso per causa di forza maggiore. E quindi l’ultima menzione va al duo di Al Cash Cicirello e Corrado Giunta. Dovevano fungere da «tappabuchi» nei cambi palco serali, armati di chitarracchetta (sì, è proprio quello che sembra: una racchetta da tennis diventata strumento) e washboard, barbuti bluesmen in salopette. Forse proprio per la mise, oltre che per la verve, sono stati inizialmente salutati come dei simpatici mattacchioni, moderni emuli di Otto & Barnelli. Invece hanno sciorinato un repertorio scurissimo, raggiunti poi on stage dalla possente voce di MamaBaba, conquistando tutti. Da riempitivo a protagonisti nel volgere di pochi minuti: anche questo è Buscadero Day. Del resto, torniamo all’inizio, anche Cicirello era un ragazzo che guardava i live da sotto il palco, sognando di potersi esibire. Missione compiuta.
Alessio Brunialti


