CAMEL
Music Inspired By “The Snow Goose”
2CD+BD, Esoteric / Cherry Red
***1/2

Vezzo ricorrente dei gruppi del prog inglese è sempre stato quello di suonare o registrare con un’orchestra sinfonica. A questo proposito, mi sovviene quanto dettomi da Vittorio Nocenzi, tastierista e fondatore del Banco Del Mutuo Soccorso: secondo lui, la definizione prog riferita alle formazioni rock non aveva senso, perché in molti casi altro non si faceva se non aggiungere, alle chitarre e al basso, le tastiere (in genere appannaggio di qualche studente di conservatorio), così da portare un tocco di classicità alla musica.
Stesso intento alla base di questo disco, totalmente strumentale e registrato con la London Symphony Orchestra. L’opera terza dei Camel, risalente al 1974, ha però una genesi strana. I musicisti avevano deciso di mettere in piedi un concept: la prima idea fu quella di ispirarsi al Siddartha di Hermann Hesse e iniziarono a confezionare Riverman (di fatto l’unica traccia cantata di questa riedizione, presentata in tutte le versioni audio possibili). Accantonata l’ipotesi, i Camel si indirizzarono sul libro The Snow Goose, un romanzo scritto nel 1941 dall’americano Paul Gallico che conteneva una storia naturistico-animalista infarcita di patriottismo e desideri di riscatto eroico da parte di un artista autoisolatosi dal genere umano ma di nobili sentimenti, scoperti da una ragazzina grazie all’aiuto di un’oca. Purtroppo, l’autore si oppose all’uso di estratti narrativi, costringendo i nostri a utilizzare il didascalico titolo di Music Inspired By “The Snow Goose”: qualcuno asserisce che Gallico, anti-tabagista convinto, non volesse concedere alcunché a un gruppo di cui non solo il nome, ma pure il logo, rimandava a una famosa marca di sigarette.
Il disco uscì nella primavera del ‘75 e ottenne il beneplacito del pubblico, anche se non era facile eseguirlo dal vivo. Nondimeno, il 17 ottobre 1975 i Camel lo allestirono on stage sotto la direzione di David Bedford, aggiungendo prestigio a un long-seller considerato tra i capolavori indiscussi del prog. Anche ascoltato oggi, il lavoro mantiene un’aura di classicità imperturbabile allo scorrere del tempo: «l’oca delle nevi» vola ancora alta, mostrandoci la via verso una soundtrack immaginaria in cui King Crimson, Terry Riley, Jethro Tull, Genesis e Pink Floyd si accavallano senza soluzione di continuità, in un’architettura di suoni piacevolissima all’ascolto. Notevole.


