CASE/LANG/VEIRS
case/lang/veirs: 10th Anniversary Edition
2LP, Anti-
***1/2

Nata dall’iniziativa di k.d. lang e sbocciata grazie all’impegno di Laura Veirs e all’entusiasmo di Neko Case, l’estemporanea sorellanza che vedeva collaborare tre delle più ispirate cantautrici contemporanee di area country-folk, ebbe scarsa fortuna e, fino a oggi, nessun futuro. Quando, nel 2016, uscì l’omonimo e unico disco a nome case/lang/veirs, la critica stilò paragoni con il celebre trio formato da Dolly Parton, Linda Ronstadt ed Emmylou Harris, ma quel lavoro è presto scivolato nell’oblio.
A dieci anni dalla pubblicazione, la sottile meraviglia di quelle 14 canzoni sospese tra lo stile jazzy di lang, l’intimismo folkie di Veirs e la grinta roots rock di Case, viene celebrata con una edizione di lusso che, alle tracce originali, aggiunge l’inedita Accidental Tattoo e 12 brani dal vivo registrati nel corso del tour del 2016. Se la bellezza di una raffinata ballata blue-eyed soul come Accidental Tattoo lascia presagire che all’epoca avrebbe potuto benissimo esserci tanto altro, è il tenore del materiale dal vivo a rendere l’idea del grado di affiatamento e della perfetta sintonia instauratasi tra le tre. E delle direzioni che avrebbe potuto prendere la loro musica nel caso avessero deciso di darsi una seconda possibilità.
Come accadeva nelle registrazioni in studio, le artiste mantengono le rispettive personalità e i tratti distintivi del loro songwriting, scambiandosi il ruolo di soliste e supportandosi vicendevolmente con deliziose armonie vocali, che a tratti rimandano alle atmosfere soffuse di certa West Coast degli anni Settanta. La selezione di brani dal vivo comprende alcuni dei momenti migliori dell’album case/lang/veirs, episodi del repertorio solista delle autrici e un paio di rivisitazioni eseguite con estro e sensibilità, come nel caso di una splendida Helpless (Neil Young) giocata sull’alternanza tra basica intensità e acuti elettrici o della trascinante People Have the Power di Patti Smith, cantata a più voci.
Supportato da una band che si muove tra sonorità elettriche in orbita Americana e parche finezze acustiche d’ispirazione folk, il trio spazia tra morbide ballate come Greens of June, corali appalachiane quali I Can See Your Tracks, atmosferici country (Supermoon), ariose melodie folk rock (Best Kept Secret), ruvidi power pop come Man, palpitanti folk alternativi del tenore di July Flame, panoramici country-soul (Sorrow Nevermore) e raffinato pop d’autore (Costant Craving, cantata in coro con il pubblico).
Nonostante l’inesorabile trascorrere del tempo, non è affatto sbiadita la bellezza delle canzoni di case/lang/veirs (suonano ancora di straordinaria freschezza) e quest’edizione, in occasione del decimo anniversario dalla pubblicazione, non può far altro che amplificare il rammarico per il mancato protrarsi dell’esperienza.


