Foto: Lino Brunetti

In Concert

Cate Le Bon live a Milano, 3/11/2016

Alla fine, anche la cospicua offerta di concerti ha un suo risvolto negativo: in una ventina di giorni, a cavallo tra ottobre e novembre, in cui a Milano c’era di tutto di più, inevitabilmente non tutti gli show in programma potevano essere sold out o super affollati. Ad attendere al Magnolia la cantautrice gallese Cate Le Bon, eravamo giusto un manipolo di appassionati, a vista sotto il centinaio di unità.

Davvero un peccato, perché la Le Bon è una delle cantautrici più originali in circolazione, autrice di canzoni peculiarmente eccentriche, melodicamente pop, certo, eppure sempre un po’ sghembe, intriganti nelle loro linee melodiche personalissime, musicalmente nervosamente elettriche e picchiettanti.

A voce e chitarra, e accompagnata da un terzetto di multistrumentisti a chitarra, basso, tastiere e batteria – tra i quali val la pena ricordare Stephen Black che, come Sweet Baboo, aveva aperto il concerto con le sue surreali canzoncine folk-pop – Cate Le Bon non si è lasciata intimorire dalla non irresistibile affluenza di pubblico e ha sciorinato per quasi un’ora e mezza il suo repertorio, attingendo soprattutto dall’ultimo, brillante Crab Day.

Naturalmente carismatica, con un aria sempre un po’ sensualmente distaccata, ha dato vita al suo universo musicale in cui s’incrociano reminiscenze folk e psichedelia, pop ed elettricità indie-rock. Uno stile perfettamente riconoscibile, che ha saputo influenzare personaggi come Tim Presley/White Fence – col quale ha in passato messo in piedi la band Drinks – e che anche dal vivo si è dimostrato irresistibile, grazie ad una voce assai bella, a trame chitarristiche incalzanti, all’accompagnamento solido della band alle sue spalle. La prossima volta, insomma, cercate di non mancare!

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