Ed Dupas, Codename California

Guido Giazzi
3 minuti di lettura

ED DUPAS
Codename California
Black Bear Music
***

Dopo anni di silenzio, Ed Dupas torna in sala di registrazione per Codename California, un album costituito da dieci nuovi brani tutti di sua composizione. Il disco potrebbe piacere molto a chi ama il cantautorato americano dalle atmosfere vintage, con delicati effetti chitarristici, misurate dosi di steel guitar, una voce ben impostata e un folk–rock di prim’ordine. Il titolo dell’album («nome in codiceCalifornia») rivela il miraggio, il sogno, per un artista vissuto in Michigan (quindi molto a nord), di raggiungere l’agognata West-coast.

Disco e canzone nascono in maniera inusuale, grazie a una vecchia foto che la madre di Ed mostrò al figlio: «Guarda, mi disse mamma, qui tuo padre mi ha ripreso quando ero incinta, eri nella mia pancia ed eravamo a Los Angeles. Non sapevo che la mia famiglia avesse vissuto in California, ma nella pancia di mia madre, per i primi quattro, mesi ho assimilato i sapori e i colori delle spiagge vicino a San Diego». In realtà Ed vanta radici molto estese perché, oltre a essere stato concepito a L.A., è nato a Houston e ha vissuto per molti anni a Winnipeg (Manitoba, Canada), ma da tempo si è trasferito a Ann Arbor, in Michigan.

Quello di Dupas è un nome molto conosciuto in America, e prima del Covid aveva attraversato più volte il paese tramite lunghi tour; la pandemia lo aveva costretto a uno stop poi prolungatosi nel tempo. Oggi, dopo essersi messo alle spalle paure e insicurezze, è tornato a incidere e a viaggiare. Il suo stile è stato avvicinato a grandi nomi quali Steve Earle, Kris Kristofferson o il primo Bruce Springsteen, anche se è innegabile la sua continua ricerca di un suono originale, in linea con i testi mai banali delle sue canzoni

Codename California, afferma Ed, «è diventato un esercizio di riscoperta dei miei valori musicali, in questo lavoro ho cercato di riconnettermi con l’autenticità e di ritrovare la mia strada verso il centro, verso l’occhio del ciclone, l’unico luogo, in questa realtà, capace di offrirci pace. Ora la vita mi appare più leggera e so cosa voglio raggiungere». Tra le canzoni di questa raccolta, The Great Shutdown riassume perfettamente lo stile canoro e musicale dell’artista, arricchito da un testo toccante, mentre più torrida, virata verso il blues, è senza dubbio Barbed White Cross. Lo stile cantautorale viene in evidenza nella dolce Queen of Hearts e nella conclusiva Angel. In conclusione, un album piacevole, per un autore ritrovato. Buon ascolto.

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