Gary Brooker, Live At Rockpalast 1983

Andrea Trevaini
2 minuti di lettura

GARY BROOKER
Live At Rockpalast 1983
CD+DVD, MIG
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Non c’è niente da fare: certi artisti, come il compianto Gary Brooker, hanno legato il loro nome e la loro fama, lo volessero o meno, alla band con la quale hanno ottenuto successi planetari. In questo caso, i Procol Harum: la voce di Brooker, il suo songwriting, il suo pianoforte e le sue tastiere hanno segnato le canzoni dei PH che hanno fatto sognare più generazioni, lasciando un’eredità musicale davvero indiscutibile.

Eppure, dopo quella fase (di fatto la band non si è mai sciolta), Brooker ha avuto una carriera da turnista di alto livello (scritturato da Eric Clapton, George Harrison, Alan Parsons) e fu inoltre manager di Frankie Miller. La sua carriera solista, però, non decollò mai, e a suo nome Brooker registrò soltanto tre album (intorno ai primi Ottanta): assume quindi importanza determinante questo disco, che ne riporta l’unico concerto solista in quel di Amburgo, risalente al 1983.

Dimenticate le canzoni dei PH (eccezion fatta per A Salty Dog Homburg, accolte dal boato del pubblico che non aspettava altro), sul palco c’è un’ottima band – John Giblin (Kate Bush, Peter Gabriel, Simple Minds) al basso, Henry Spinetti (Eric Clapton) alla batteria, Tim Cross (Adverts, Mike Oldfield) alle tastiere, Tim Renvick (Pink Floyd, David Bowie) alla chitarra – e il repertorio è tratto da No More Fear Of Flying (1979), prodotto da George Martin, e dal successivo del Lead Me To The Water (1982), di fatto compromettendo il piacere immediato e istintivo dell’ascolto.

Si assimilano comunque facilmente la ballata Home Loving, la pianistica Another Way e la dolcissima Badlands (degna dei PH). Altre canzoni che deviano verso il rock’n’roll e il R&B, come Switchboard SusanA Shot Of Rhythm And Blues Self Sufficiency Blues, paiono un po’ forzate e il canto di Brooker non proprio a suo agio con i ritmi veloci. Per completisti e collezionisti.

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