Grateful Dead, Gratest Hits

Marco Verdi
4 minuti di lettura

GRATEFUL DEAD                                                                                                                                                           Gratest Hits
Rhino/Warner
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Precisazione doverosa: il giudizio gravemente negativo non riguarda il contenuto musicale, bensì l’assurdità dell’operazione. Trovo infatti inconcepibile che, per festeggiare i 60 anni dei Grateful Dead, alla Rhino non abbiano trovato nulla di meglio di questo Gratest Hits (non è un errore di battitura, ma un gioco di parole tra greatest e grateful), antologia presentata in un singolo CD con la miseria di nove brani (avete letto bene: 9).

Certo, quasi in contemporanea è uscito un cofanetto live ben più corposo, ma ciò non toglie che questo best of sia del tutto inutile. Intanto, si è scelto di includere solo brani in studio, quando anche i sassi sanno che gran parte della loro fama i Dead se la sono costruita attraverso le esibizioni (e i dischi) dal vivo. Poi, s’è totalmente ignorata la fase iniziale — quella psichedelica — della storica band di San Francisco, incominciando dal dittico roots costituito dagli album Workingman’s Dead e American Beauty, salvo omettere la straordinaria Uncle John’s Band (che forse è la canzone più bella uscita dalla penna del duo Garcia-Hunter).

E inoltre, avendo deciso di includere solo nove titoli (ripeto: 9), siamo sicuri non ci fossero scelte più significative rispetto a Fire On The Mountain e Estimated Prophet? Che fine hanno fatto Ripple, Mississippi Half-Step Uptown Toodeloo, Franklin’s Tower, Bertha, Brown-Eyed Women, Eyes Of The World, Alabama Getaway e Althea (e mi fermo per carità cristiana)?

O magari si poteva includere la rara single version di Dark Star, così da «costringere» i fans del gruppo a farci un pensierino. Preso così, Gratest Hits non serve a nessuno: né ai deadheads, che quando hanno visto la tracklist si saranno fatti una risata, né ai neofiti, che hanno una miriade di scelte migliori per iniziare ad esplorare la storia della band. Disco senza senso.

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