Guy Clark, Dublin Blues: 30th Anniversary Edition

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Guy Clark
Dublin Blues: 30th Anniversary Edition
Compass 
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Non è un caso se Dublin Blues, insieme ai primi lavori su RCA, è uno dei dischi che più stanno a cuore ai die-hard fan del cantautore texano Guy Clark: l’opera – sua seconda e ultima su etichetta Asylum – è indubbiamente riuscitissima, sia per la particolare ispirazione del nostro in sede di composizione, sia per il coinvolgimento di ospiti illustri. Sono gli anni in cui il compianto artista gode di un rinnovato interesse nei suoi confronti, anche in assenza di particolari riscontri in classifica, e l’album rimane ancora un gioiellino che non dimostra assolutamente i trent’anni compiuti lo scorso aprile.

Suono misurato, non scarno ma essenziale, calibrato, con un uso parsimonioso degli strumenti, tutti suonati in maniera eccelsa da quelli che, in quel momento, erano i migliori strumentisti in circolazione. Alcuni lo sono tutt’ora: l’immenso Darrell Scott, per esempio, alle prese con chitarre, dobro, mandolino e slide nonché responsabile – dettaglio non secondario – del missaggio del disco (e delle nuove note di copertina). L’altro chitarrista coinvolto è Rodney Crowell, che ha sovente dato una mano a Clark in termini di scrittura: insomma una garanzia. Aggiungiamoci, poi, Travis Clark – il figlio di Guy – al basso, Sam Bush al mandolino e una pletora di cantanti che appaiono qua e là nei cori, da Emmylou Harris a Nanci Griffith, fino a Ramblin’ Jack Elliott.

La versione originale di Dublin Blues, nel 1995, ha goduto, grazie al fatto di uscire per un’etichetta di un certo spessore, di buona distribuzione, con edizioni in musicassetta e su CD sia in America sia in Europa. La prima e doverosa ristampa in vinile, su etichetta Dualtone, apparve nel 2016, in occasione del ventennale, ma con copertina leggermente diversa.

Ora, per il trentesimo compeanno, Compass ripropone il disco debitamente rimasterizzato in LP (vinile blu) e in CD, quest’ultimo il formato nel quale si aggiunge anche un brano in più, misteriosamente perso all’epoca e altrettanto misteriosamente saltato nuovamente fuori adesso.

Il contenuto di Dublin Blues lo dovreste conoscere a memoria. Accanto alla bella title-track, sulle numerose visite di Clark (spesso accompagnato dal figlio) nel vecchio continente, troviamo perle come l’elettrica Hangin’ Your Life On The Wall (con Ramblin’ Jack), Baby Took A Limo To Memphis, Hank Williams Said It Best, l’acustica e quasi declamata The Randall Knife, Black Diamond Strings con Rodney Crowell, che oltre a essere presente in studio diventa anche uno dei personaggi del brano.

Per quanto riguarda l’inedito ritrovato, Once More With Caution è un piacevole contributo acustico (molto semplice, perfettamente integrato nella scaletta) arricchito dalle armonie vocali di Emmylou e di Vernon Thompson, collaboratore abituale di Guy.

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