Ike Quebec, The Complete Blue Note 45 Sessions

Ernesto D Angelo
4 minuti di lettura

IKE QUEBEC
The Complete Blue Note 45 Sessions
3LP, Blue Note
****1/2

Chiariamolo subito, quest’album io lo possiedo, in CD, da quasi quattro lustri. Ed è formidabile. In questi giorni la prestigiosa Blue Note ne pubblica una speciale Tone Poet Vinyl Edition in triplo vinile: parliamo di The Complete Blue Note 45 Sessions, registrazioni effettuate tra il 1959 e il 1962 da Ike Quebec, tenorsassofonista dal suono potente e fatato, da sempre figura principale in un ideale pantheon dell’etichetta di Alfred Lion e Frank Wolff. Parliamo di uno di quegli horn player che, raccolte le innovazioni introdotte da Herschel Evans e Lester Young (via Count Basie) e di Coleman Hawkins, seppe transitare senza traumi dalla big band era al be bop (ma restando inesorabilmente old school). Infatti, dalle sue iniziali esperienze con artisti della levatura di Cab Calloway, Roy Eldridge, Hot Lips Page, Benny Carter ed Ella Fitzgerald, questo iconico musicista seppe affrontare la new thing degli early forties, collaborando con giganti come Thelonious Monk e Bud Powell.

Suburban Eyes per esempio — un’incisione del primo Monk — porta la sua firma. Ma fece di più! Avendo iniziato a registrare sin dal 1945 per la succitata, storica etichetta, divenne presto il più importante loro hit maker (nei juke-box del tempo andava alla grande!), nonché arrangiatore (non sempre accreditato) ed elemento di spicco della sezione A&R (artists and repertoire) in qualità di talent scout. Fu lui, difatti, a portare in scuderia un fuoriclasse come Dexter Gordon, oltre ai già citati Monk e Powell. Purtroppo, la dipendenza dall’eroina lo fece sparire dal giro, facendolo inevitabilmente divenire inquilino di uno di quei terribili alberghi statali che per brevità chiamiamo carceri. Per la cronaca, presso la prigione di Rikers Island. Tornò da tale forzato stop (e oblio) nel 1959, ricominciando a incidere presso il leggendario Studio Van Gelder fino al 1962. Morirà l’anno dopo per cancro polmonare.

Il presente triplo vinile contiene 26 tracce, di cui 8 registrate il primo luglio del 1959, con Edwin Swanston all’organo, Clifton “Skeeter” Best alla chitarra, Charles “Sonny” Wellesley al contrabbasso e Les Jenkins alla batteria, cioè i brani contenuti in From Hackensack To Englewood Cliffs (1959, ma pubblicato nel 2000). Altri 9 brani sono stati incisi il 25 settembre del 1960 e vedono l’organo di Sir Charles Thompson, il contrabbasso di Milt Hinton e la batteria di J.C. Heard accompagnare il sassofonista. Infine, altre 9 tracce, quelle del 5 e 13 febbraio del 1962 che andranno a comporre l’album With A Song In My Heart (1962, ma pubblicato nel 1980), vedono Quebec assecondato da Earl Van Dyke all’organo, Willie Jones alla chitarra, Sam Jones al contrabbasso (in 5 brani) e Wilbert Hogan alla batteria.

Dinanzi a tale ben di Dio è difficile fare una cernita dei brani migliori. Di sicuro A Light Reprieve, Blue Monday, Sweet & Lovely e Dear John sono gli highlights del primo disco; Mardi Gras, What A Diff’rence A Day Makes, Me’N’Mabe ed Everything Happens to Me (Long Version) spiccano nel secondo; mentre How Long Has This Been Going On, With A Song In My Heart, All Of Me e But Not For Me splendono nel terzo. Gli altri momenti memorabili trovateli voi: non faticherete affatto.

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