JEREMY ALLEN WHITE + VARIOUS Springsteen: Deliver Me from Nowhere OST
Sony
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Esce un po’ a sorpresa la colonna sonora di Springsteen: Liberami dal nulla, l’ormai celebre (ancorché sfortunato al botteghino) lungometraggio sulla tormentata gestazione dell’album Nebraska da parte del musicista del New Jersey. Non solo a sorpresa, ma anche con un certo ritardo rispetto all’uscita della pellicola nelle sale, anche se è comprensibile che il prodotto-traino principale fosse il box quadruplo Nebraska ’82, messo in commercio lo scorso ottobre, in contemporanea al film.
Ma il ritardo è forse il problema minore di questa soundtrack, che forse ha ancor meno ragione di esistere di quella, già poco utile, di A Complete Unknown, sui primi anni di carriera di Bob Dylan. Nebraska era un LP che nasceva dall’angoscia e dalla sofferenza di Springsteen, un tormento originato dai problemi irrisolti col padre, dalla solitudine e dalla difficoltà a intrattenere relazioni col prossimo, nonché dal forte stato di depressione conseguitone. Ebbene, questa sofferenza l’attore Jeremy Allen White è riuscito a trasporla abbastanza bene sullo schermo, ma su disco fallisce clamorosamente.
Non basta infatti aver imparato a suonare la chitarra e a cantare come il Boss (la somiglianza vocale è impressionante), in quanto il Nebraska originale era nato giorno dopo giorno dentro la mente e il cuore del suo autore, battutosi con tutte le forze per pubblicarlo esattamente com’era stato inciso nell’appartamento da lui preso in affitto per dare un seguito a The River. White si limita a riproporre i brani del disco del 1982 — sette su dieci, mancano Johnny 99, Used Cars e Open All Night — ma in maniera fredda, distaccata, senza pathos.
E non potrebbe essere altrimenti: non ha vissuto in prima persona i problemi legati alla creazione dell’album, limitandosi a darne un’interpretazione cinematografica. Neppure le versioni elettriche di Born in the U.S.A. e I’m On Fire riescono a risollevare il CD, che si riscatta parzialmente nel finale con le tre cover — Lucille di Little Richard, Boom Boom di John Lee Hooker e I Put a Spell on You di Screamin’ Jay Hawkins — eseguite da Jay Buchanan dei Rival Sons insieme ai fratelli Kiszka dei Greta Van Fleet, con White ai cori.
Disco inutile, che non potrà minimamente interessare i fan di Springsteen, né qualche spettatore entusiasta, anche perché il film al quale si riferisce non è più nelle sale da diverse settimane.



