Foto: Lino Brunetti

In Concert

Joe Armon-Jones live a Milano, 01/02/2020

Già tra i fondatori dell’Ezra Collective, Joe Armon-Jones è l’ennesimo nome caldo proveniente dalla florida scena jazz londinese, non l’unica, ma di certo tra le più ricche e interessanti tra quelle che stanno operando un processo di rinnovamento nella grammatica della musica black contemporanea. A lui il compito di aprire la rassegna Black And Forth, una serie di concerti sparpagliati tra Milano (prevalentemente), Torino e Venezia, che culmineranno a giugno con l’edizione 2020 del festival Jazz:Re:Found (dal 25 al 28 a Cellamonte, nel Monferrato, con nomi quali Quantic, Nu Guinea, Gilles Peterson e altri già confermati) e che vedranno sfilare in questi mesi musicisti e band quali Skinni Pelembe, Nérija, Lettuce, Meute, Kokoko! (a Milano), Chassol (a Venezia), Snarky Puppy, Channel One (a Torino), oltre che un evento speciale previsto per l’uno e il due maggio di cui ancora non si sa nulla.

Pianista e tastierista, Armon-Jones s’è fatto notare nel 2019 col suo secondo album solista, Turn To Clear View, uscito per l’ottima Bronswood Recordings e da subito entrato tra i favori di chi apprezza le contaminazioni musicali per via della sua mescolanza di jazz, soul, funk, dub, hip-hop e reggae, il tutto fuso in un linguaggio capace di farsi simbolo del nostro tempo presente, da un lato gettando uno sguardo consapevole al passato e dall’altro non mancando di proiettarsi verso il futuro.  Forse non ancora un vero capolavoro, ma di sicuro un disco febbrile ed eccitante, dove incrociare la lezione di giganti come Charlie Parker o John Coltrane col battito dub dei sobborghi londinesi, il linguaggio poetico e diretto del rap, il ritmo più incalzante e groovato possibile e il visionario slancio space del jazz cosmico.

Che poi è un po’ quello che ha fatto vedere la sera del primo febbraio in un Biko discretamente affollato, davanti a un pubblico ricettivo e partecipe. E da poco passata la mezzanotte – ma perché sempre così tardi? Vabbè che era sabato sera, però… – quando Joe Armon-Jones e la sua band salgono sul palco. Con lui, ovviamente al Rhodes e alle tastiere, c’è un parterre di musicisti a dir poco stellare: al sax tenore ci sono l’astro nascente Nubya Garcia (già passata da Milano qualche mese fa con la sua band, presto la si potrà rivedere coi Nérija dei quali fa parte) e l’Ezra Collective James Mollison, al basso elettrico Luke Wynter e alla batteria lo straordinario diciannovenne Morgan Simpson. Sono tutti strumentisti impegnati in diversi progetti e dalle capacità tecniche ed espressive notevoli. Alcuni di loro erano già su Turn To Clear View, altri no, ma in generale si sono dimostrati tutti affiatatissimi, sia dal punto di vista umano che nella capacità d’improvvisazione. In alcuni pezzi è poi presente il cantante Asheber, capelli rasta d’ordinanza e aspetto pittoresco, protagonista di alcuni momenti dalla più marcata impronta reggae. Non voglio sminuire il suo contributo, perché anche senza essere un cantante al livello di un Horace Andy, la sua presenza e le sue parti vocali hanno saputo aggiungere ulteriore carne al fuoco e un pizzico di divertimento, ma il meglio lo si è visto quando la band è stata libera di furoreggiare da sola lanciandosi in spericolate improvvisazioni e invenzioni musicali.

A guidare le danze e a dettare l’andamento della serata è ovviamente il divertito Joe Armon-Jones (era anche il suo compleanno), funambolico nel far scorrere le mani sui tasti bianchi e neri, ma sempre pronto a lasciare spazio a una sezione ritmica inventiva e pazzesca e agli assolo di Mollison e Garcia. Per gusto personale ho trovato particolarmente prorompente quest’ultima, straordinaria nella versione strumentale che è stata data di Yellow Dandelion (che su disco poteva contare sulla voce di Georgia Ann Muldrow) e su quella You Didn’t Care della quale figura anche come co-autrice. Ma è l’insieme a profilarsi sempre eccitante, pieno di groove e denso di vibrazioni assolutamente positive. Tanto che alla fine si dimentica la stanchezza e il fatto che ormai sono quasi le due e ci aspetta ancora quasi un’ora di macchina per tornare a casa. 

BLACK AND FORTH
15 febbraio – Skinny Pelembe (Biko, Milano)
22 febbraio – Nérija (Biko, Milano)
28 febbraio – Chassol (Argo 16, Venezia)
01 marzo – Lettuce (Santeria, Milano)
15 marzo – Meute (Alcatraz, Milano)
05 aprile – Snarky Puppy (OGR, Torino)
18 aprile – Channel One (Tba, Torino)
01/02 maggio – May Day special event (Surprise venues)
22 maggio – Kokoko! (Santeria, Milano)

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