KATIE SPENCER
What Love Is
Lightship
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Con What Love Is, Katie Spencer firma il terzo episodio della sua carriera, aprendo in contemporanea un nuovo capitolo. Cresciuta tra le pianure ventose dello Yorkshire orientale, la cantautrice britannica porta con sé quella spazialità naturale, trasformandola in linguaggio musicale che fonde introspezione e vastità. Prodotto da Matt Ingram (Laura Marling, The Staves) negli Urchin Studios di Londra, l’album raccoglie 10 brani originali che confermano il talento della Spencer come chitarrista e songwriter. La sua scrittura rimanda alla scuola classica della steel-string guitar — Joni Mitchell, Judee Sill, Michael Chapman — ma senza mai scivolare nell’omaggio pedissequo. Al contrario, Spencer assorbe quelle influenze e le restituisce in forma personale, con fingerpicking cristallino e vibrato profondo ad accompagnare i testi lirici e maturi di Home o Stranger.
Tra i brani in scaletta, spiccano Come Back And Find Me, ballata folk acustica e sincopata, impreziosita da interventi blueseggianti al clarinetto, e Cold Stone, dalla suggestiva intro sospesa tra sintetizzatore, clarinetto jazz e note lunghe, in cui Spencer gioca con i potenziometri della sua sei corde. Degna di nota anche Back To The Brightness Above, che con il suo preambolo per chitarra acustica evoca quelle care e sconfinate praterie tanto amate dalla musicista.
La produzione mette in luce un ensemble di musicisti raffinati — Giacomo Smith al clarinetto, Max Clilverd alla pedal steel, Tom Mason al contrabbasso e lo stesso Ingram alla batteria e synth — che contribuiscono a creare atmosfere ora intime, ora dilatate. Così, What Love Is si muove tra ampie distese jazzistiche e il folk barocco che contraddistingue la Spencer, costruendo un continuum sonoro tanto elegante quanto autentico.
La voce della cantautrice è calda, limpida e controllata. La cura quasi artigianale degli arrangiamenti si contrappone a una libertà creativa che rende l’ascolto fluido e vitale: What Love Is non è solo un disco ben scritto, ma la testimonianza di un’artista che ha trovato il proprio centro coniugando classicismo e originalità, radici e ricerca personale.


