Kenny Feidler, The Western Tragedy

Marco Verdi
2 minuti di lettura

KENNY FEIDLER
The Western Tragedy
LP, Kenny Feidler
***1/2

Proveniente dal South Dakota, Kenny Feidler è un singer-songwriter il cui territorio di appartenenza è il country, ma come poteva esserlo per la Marshall Tucker Band della metà dei Settanta, e cioè con robuste iniezioni di rock. Giunto con The Western Tragedy al quinto album, Feidler è infatti accompagnato da una band – i Cowboy Killers di Anthony Michalek alla lead guitar, Jacob Johnson al basso, Scott Sweet alla batteria e Zach Holiday alla pedal steel – depositaria di un suono tosto e potente, e se alcuni dei suoi brani possono far pensare a praterie sterminate, cieli azzurri e cavalcate in mezzo ai cactus, certe svisate di chitarra non possono non rimandare a certo rock sudista d’antan.

Come nell’apertura di Chocking on the Wire, che inizia con un suono rarefatto, ma poi entrano voce, sezione ritmica e steel per farci ritrovare tra le mani una western ballad elettrica dal pathos notevole, con sonorità decisamente più rock che country (sentite la solista come arrota). The Coyotes, dopo un avvio quasi cantilenante, si elettrifica prendendo un’altra strada, ma conservando il suo mood da ballata crepuscolare. Atmosfere intimiste anche per K.O.W., in cui spunta un violino e il suono si fa più rilassato ed evocativo, ma con The Vulture il ritmo si alza, il basso detta il tempo quasi funkeggiando, la voce si fa aggressiva e le chitarre urticanti, per un brano che nella seconda parte assume le caratteristiche di un boogie alla ZZ Top. 

Pinto è uno slow languido con la steel a lacrimare in primo piano e un afflato californiano (periodo 1970/72), mentre con Idaho Hippies abbiamo il momento più country della raccolta, un ottimo honky-tonk che rimanda ai Byrds di Sweetheart of the Rodeo (in quota You Ain’t Goin’ Nowhere). Splendida The Bronc Fighter, strepitoso country-rock che tra steel, chitarre elettriche e un motivo vibrante si candida a pezzo migliore dell’album, prima della chiusura in modalità acustica con la delicata e toccante In The Blood. Bel disco.

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