LOU GRAMM
Released
HNE/Cherry Red
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Molti siti specializzati hanno tentato di spacciare Released come il nuovo album solista di Lou Gramm, ex-frontman di pilastri AOR quali i Foreigner, ma non è proprio così. Si tratta infatti di una collezione di outtake registrate durante le session dei due LP — Ready or Not e Long Hard Look — che il cantante di origini italiane (Louis Grammatico è il suo vero nome) pubblicò lontano dal suo gruppo nella seconda metà degli Ottanta. Il suono è stato completamente rimasterizzato e alcune parti sono state ricantate e risuonate (gran parte del lavoro lo ha svolto il polistrumentista Bruce Turgon); il risultato finale è un disco che manderà in brodo di giuggiole i numerosi fans dei Foreigner, mentre lascerà indifferente chi non hanno mai amato il suono AOR, vale a dire rock addolcito da pop e sonorità pompose, ritornelli molto radiofonici e tastiere talvolta addirittura predominanti sulle chitarre.
L’inaugurale Young Love è in tal senso indicativa: un sound potente, chitarre (la solista è di Vivian Campbell, ex-Dio attualmente nei Def Leppard) e keys che procedono affiancate, un motivo di notevole impatto e la gran voce di Gramm — la sua ugola non è in discussione — a dominare. Puro AOR, quarant’anni fa sarebbe stata una hit. Di buon livello anche Lightning Strikes: i synth sono forse un po’ datati, ma il ritmo incalzante e la solita prestazione vocale degna di nota tengono in piedi la canzone. La cadenzata Walk the Walk sembra un pezzo dei Foreigner, Lou canta con grinta e il ritornello è fatto per «acchiappare» all’istante, mentre l’immediata Long Gone ha una melodia pop su base rock. Heart and Soul è un rock’n’roll piuttosto annacquato e Long Hard Look (teoricamente la title-track del suo album del 1989, poi scartata) non si stacca dallo stile delle precedenti, ma ha un refrain ben costruito e un’ottima performance del leader. True Blue Love è la versione per voce e piano di una traccia del citato Long Hard Look, non particolarmente incisiva, Deeper Side of Love è suonata con forza ma ha troppe tastiere. Molto meglio sia l’avvolgente ballata AOR Time Heals the Pain sia Word Gets Around, la quale chiude il CD in modalità elettrica e rockeggiante.


