LUKAS NELSON
American Romance
Sony Nashville
***1/2

Ero curioso di sentire American Romance, debutto solista di Lukas Nelson — il figlio del grande Willie — pur non essendo, questa, la sua prima prova discografica, perché il nostro è sulla breccia dal 2008 con i suoi Promise Of The Real (dieci album all’attivo, nonché varie collaborazioni, in studio e dal vivo, con il mostro sacro Neil Young). Ebbene, l’esame è superato a pieni voti: a parere di chi scrive, Lukas (in possesso di una voce espressiva e intensa) ha realizzato un ottimo disco di Americana, country e folk-rock dalla ricca narrazione, vivace nel racconto, immerso nella tradizione senza esservi troppo legato, destinato a piacere agli appassionati del genere.
I brani, spinti da un profondo e sincero lirismo, sono notevoli e toccano complesse tematiche esistenziali; rappresentano un tributo alle amarezze e agli affanni con cui Lucas ha convissuto, formandosi grazie a esse. Testi che dovrebbero perciò spingere l’interlocutore a pensare, a riflettere, senza esimerlo dall’esprimere, di pari passo con la musica, emozioni e stati d’animo.
Prodotto da Shooter Jennings (erede di Waylon e Jessi Colter) e registrato con un solido gruppo di collaboratori (Matt Chamberlain e Chris Powell alle percussioni, Corey McCormick al basso, Marty Muse al dobro, Brian Whelan alla chitarra, Eleanor Whitmore al violino e Russ Pahl alla pedal steel), American Romance non avrà difficoltà nel conquistare gli ascoltatori.
La title-track è una malinconica ballata sulla vita nelle piccole città degli USA, Ain’t Done un pezzo dalla ricca melodia, sostenuto dal violino in dialogo con la steel. Pretty Much è una squisita ballata con accompagnamento di pianoforte, un delizioso stacco di chitarra elettrica e un finale vocale e strumentale in crescendo. Make You Happy vanta una scorrevole andatura filo blues, Outsmarted «countreggia» essenziale tramite steel e fiddle in primo piano. All God Did sfoggia ottimi spunti di chitarra e un travolgente finale, Montana è una folkeggiante love song che paga dazio ai paesaggi e ai tramonti dell’omonimo stato del nordovest.
In duetto con Sierra Ferrell — cantautrice della West Virginia dalla bella voce — Lukas interpreta la dolce e poetica Friend In The End, con il dobro in prima linea, mentre Stephen Wilson Jr — chitarrista e songwriter dell’Indiana — appare nella drammatica Disappearing Light. Per il finale, Lukas sceglie la sua prima composizione, You Were It, scritta quando aveva appena undici anni, e la canta con gioia, accompagnandosi con la chitarra acustica. Nel suggerire come liberarsi dall’influenza di una forte personalità aiuti la crescita personale, si ricorda forse dell’interpretazione datane dal padre e pubblicata sul suo disco It Always Will Be del 2004.


