Manuel Agnelli racconta il nuovo progetto Suoni dal Futuro, realizzato in partnership con SIAE

Lino Brunetti
8 minuti di lettura

In origine c’era stata l’esperienza di Carne Fresca, la rassegna, presso Germi – Luogo di Contaminazione a Milano, nella quale veniva data a ragazzi tra i 15 e i 30 anni (selezionati tra migliaia di candidature) l’opportunità di avere uno spazio dove provare e suonare dal vivo. Da lì, erano poi partite le esibizioni su alcuni palchi prestigiosi (dal Milano Film Fest, fino all’apertura per gli Afterhours nel tour di Ballate per piccole iene) e i passaggi in trasmissioni radio come Leoni per Agnelli su Radio 24. Tutte queste cose hanno funzionato funzionato così bene, che ora si compie un notevole balzo in avanti, espandendo e rafforzando a dismisura le potenzialità di quanto accaduto.

Il nuovo progetto è stato raccontato ieri in una conferenza stampa proprio presso lo stesso Germi, alla presenza di Manuel Agnelli (tra i fondatori di questo spazio culturale esistente da ormai sette anni), di Salvatore Nastasi, presidente di SIAE e partner fondamentale nel dar vita a questa nuova avventura chiamata Suoni dal Futuro, e di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura presso il Comune di Milano.

«Quando mia figlia ha cominciato a suonare in una band sono andato a vederla più volte nei posti più incredibili. Lei mi aveva parlato di una nuova scena ma io pensavo di trovare dei ragazzini invasati che si dimenavano senza senso e senza contenuti, con la disperazione e la confusione che caratterizza la loro età. Invece ho trovato una miniera di talento. Questi ragazzi suonano veramente bene, strumenti veri, cantano senza autotune e, soprattutto, scrivono le loro canzoni. Scrivono dei loro problemi e delle loro insicurezze, non per sentirsi cool o più fighi degli altri ma per sentirsi meglio con loro stessi, per cercare di convivere con il proprio malessere, per avere un linguaggio che li aiuti a raccontarsi con sincerità e li faccia sentire parte della gente e del mondo, senza doversi adattare alle pressioni che in questi ultimi anni vogliono tutti fighissimi, bellissimi ed infallibili. Dopo anni di io, io, io, finalmente questi ragazzi ci stanno riconducendo ad un senso di comunità e di condivisione che sembrava sparito. Non suonano per avere successo, per la fama, non vogliono medaglioni d’oro, la Porsche e le vacanze a Dubai. Vogliono solo sentirsi meno soli, meno alienati e trovare dei complici che, come loro, non capiscono questo mondo e rifiutano di accettare questa realtà. E poi, più di tutto, c’è tanta musica e tantissimo talento. Noi stiamo cercando di aiutarli a crescere in libertà, senza bruciare le tappe, permettendogli di sbagliare, di confrontarsi, di ricominciare, ma, soprattutto, di vivere il percorso, non solo il risultato. La cosa più bella che ci stanno dimostrando è che non dobbiamo dipendere dal satana dei numeri. Possiamo esistere anche in un altro modo.  Questa generazione succederà. Comunque. Perché è la prima che starà peggio dei propri genitori e perché ha la necessità di trovare un’identità che sia sincera, dopo anni di pantomima. Hanno una forza straordinaria, suonano dovunque e comunque perché è questa la loro ragione di vita. Sono una grande occasione per tutti noi. Ce la stanno mostrando e ce la stanno regalando. Noi non vogliamo perderla» ha raccontato Agnelli.

Suoni dal Futuro ha l’intento di non far disperdere tutta questa energia, ma soprattutto ha il fondamentale impulso a «fare rete», a rendere professionale il lavoro di questi musicisti in erba e di ridare fiato ai locali, anche riportando al centro della scena una figura fondamentale quale quella del direttore artistico locale. Due le direttrici principali: da una parte la programmazione di Germi, che per dieci mesi all’anno continuerà a dedicare cinque serate al mese a queste esibizioni, facendo in modo che alla fine siano circa un centinaio le nuove band ad avere una vetrina e uno spazio in cui suonare.

Dall’altra, il Suoni dal Futuro Live Tour, il quale porterà dodici diversi progetti artistici in diverse città d’Italia e altrettanti club. In totale saranno 96 concerti, divisi tra primavera e autunno.  La prima tranche partirà il 10 aprile presso Germi, per poi muoversi allo Spazioporto di Taranto, l’Urbica di Pesaro, I Candelai di Palermo, l’Auditorium Novecento di Napoli, il Wishlist Club di Roma e Il Covo di Bologna, per concludersi allo Spazio 211 di Torino il 30 maggio. I sei protagonisti del giro primaverile saranno Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz.

Fondamentale la partnership con SIAE. Secondo Nastasi: «La musica vive davvero quando nasce libera, autentica e condivisa. Suoni dal Futuro è molto più di un live tour: è un ecosistema che mette al centro i giovani autori e autrici, la loro libertà creativa e il valore delle opere originali. Per SIAE è naturale essere al fianco di Manuel Agnelli e del collettivo di Germi in un progetto che accende i riflettori su una nuova generazione di artisti. Crediamo infatti che il futuro si disegni dall’incontro tra talento, formazione e palchi, come quelli dei club che da sempre sono luoghi di scoperta e confronto. Con Suoni dal Futuro confermiamo il nostro impegno verso una scena viva e curiosa, pronta a esprimersi: sostenerla e tutelarla significa costruire oggi le basi della creatività di domani».

Il progetto è indubbiamente ambizioso e per le implicazioni culturali e persino politiche implicite («Non stiamo facendo filantropia, ma stiamo ricostruendo un sistema, non sostitutivo ma alternativo a quello che c’è adesso» ha detto Agnelli), merita qualsiasi tipo di supporto (del resto, lo stesso assessore Sacchi ha dovuto ammettere che non sempre le istituzioni riescono a fare ciò che servirebbe, ricordando la moria di molti locali milanesi degli ultimi anni), quasi a prescindere dalla qualità artistica dei gruppi coinvolti (sui quali ci sarà tempo e modo per esprimersi). I più curiosi sappiano che l’etichetta indipendente Woodworm (con distribuzione Universal) ha preparato una raccolta di brani con l’intento di raccontare e valorizzare questa nuova scena emergente. 

Al termine della conferenza stampa – che anticipava di qualche ora il sessantesimo compleanno di Agnelli – quattro di queste band (Mars On Suicide, Doobie Snack, Dlemma e Kahlumet) sono salite sul piccolo palco del locale, dando un piccolo assaggio delle loro capacità. Stay tuned!

Condividi questo articolo