MOLLY TUTTLE
So Long Little Miss Sunshine (Acoustic EP)
DL, Nonesuch
***½

La ricetta è collaudata. Più o meno ad ogni uscita in versione LP, a distanza di un anno Molly Tuttle pubblica un EP, o un’edizione ampliata della versione CD, in cui dissemina versioni differenti, singoli, inediti o edizioni live. Nell’era della musica liquida (è il caso di questo EP), è un po’ lo scotto da pagare per fidelizzare il pubblico. Al disco di cover dell’era COVID, aveva fatto seguito un EP virtuale con altre tre riletture in cui si faceva accompagnare da altrettanti ospiti; dopo Crooked Tree era stata la volta del CD con bonus e l’album seguente aveva avuto come successore un bell’extended dal titolo di Into the Wild.
Ora, dopo il successo del recente So Long Little Miss Sunshine, e a un paio di settimane appena dall’essere convolata a nozze con Ketch Secor (degli Old Crow Medicine Show), tocca a questo liquid dream dal titolo (quasi) identico, composto da cinque brani eseguiti in chiave acustica con l’accompagnamento delle comari Vanessa McGowan e Mary Meyer, entrambe nella sua touring band.
Pura musica acustica, suonata splendidamente e godibilissima. Se aggiungiamo come l’opera di riferimento non ci avesse convinto appieno, per via del cambio di rotta dovuto a una produzione troppo mainstream, potremmo dire che con questa nuova uscita Molly ci mette una bella pezza. Ci troviamo al cospetto di cinque tracce già presenti nella versione originaria, solo che stavolta il suono è essenziale, niente batteria invadente e niente super-produzione, solo Molly e la sua chitarra con l’aiuto di mandolino, violino e contrabbasso.
È incredibile come le canzoni riescano a cambiare in meglio: basta ascoltare le due portanti, The Highway Knows e la fantastica Rosalee (la seconda, in particolare, è veramente da applausi), entrambe foriere di richiami mai troppo spudorati a certe cose dei Grateful Dead, nei confronti dei quali Molly non ha mai nascosto la propria simpatia. Anche i tre brani seguenti non deludono. Easy, Old Me e Story of My So-Called Life sono esplicite testimonianze del perché, in appena sette anni, questa giovane chitarrista sia riuscita a conquistare un posto nell’Olimpo del genere Americana, esibendosi a fianco di tutti i grandi, entrando a far parte della loro cerchia a suon di dischi e concerti, dal coevo e coetaneo Billy Strings (i due hanno appena quattro mesi di differenza e si giocano un po’ per ciascuno gli award di genere assegnati ogni anno dalle varie istituzioni) a Eric Clapton, Sierra Hull, Peter Rowan, Roland White, Ringo Starr e recentemente Marty Stuart.


