Quietflow, Nothing Left

Fabio Ruta
2 minuti di lettura

QUIETFLOW
Nothing Left
DL, Quietflow
***1/2

Quietflow è un progetto musicale nato in Val d’Ossola, nel periodo del Covid: inizialmente un duo, ora un trio, sono decisamente nel campo della musica elettronica e della new wave, del post rock alternativo, con connotazioni e ispirazioni dark molto forti. Il loro primo album fu pubblicato già nel 2021, dalla Delta Records & ProMotion, con il titolo programmatico di A New Wave. Sono seguiti due EP, dei quali uno totalmente strumentale, con un tessuto sonoro che appare perfetto come soundtrack per quelle serie TV dai ritmi tesi e con il giusto gradiente thrilling.

Con Nothing Left — la cui copertina è un’opera concessa dall’artista Marco Castoldi — sono tornati con le idee chiare e sette brani totalmente autoprodotti in ogni fase della realizzazione. Iniziano a comporre i loro brani partendo con le linee di basso — bene in evidenza e potente in ogni traccia, del resto si tratta dell’unico strumento analogico utilizzato — alle quali vengono aggiunte voci, suoni e percussioni elettroniche. La formazione attuale comprende Carlo Rocchietti (batterie, elettronica, voce), Roberto Cappellaguzzi (basso, voce), Maurizio Caffone (synth). I testi sono in inglese, minimali e diretti, frutto di un viaggio interiore e solitamente volti ad esorcizzare stati d’animo negativi. Tra i riferimenti comuni ai tre spiccano Cure, Depeche Mode e Joy Division.

All’ascolto, in diverse tracce vengono in mente il Marylin Manson più industriale (in particolare nel brano Against), qualche vaga reminiscenza dei Prodigy e, in alcune parti del cantato, persino Ozzy Osbourne (soprattutto in Colours). Avrete capito come la coerenza interna di questi pezzi risieda in un’atmosfera cupa e notturna, una spontaneità anche grezza che arriva dove deve arrivare. L’album si trova su tutte le principali piattaforme digitali.

L’unico rammarico è che non sia (ancora) reperibile in formato fisico. Ma quando in una piccola realtà di provincia, spesso dominata dalle tribute band, emerge un percorso creativo come quello dei Quietflow, c’è da esserne contenti. Sperando che qualche label se ne accorga. 

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