Ramona & The Holy Smokes, Ramona & The Holy Smokes

Gloria Tubino
4 minuti di lettura

RAMONA & THE HOLY SMOKES
Ramona & The Holy Smokes
R&THS Music
***1/2

Quando si pensa al country tradizionale, si rischia di cadere negli stereotipi fatti di canzoni che odorano di naftalina, di costumi in stile western e di voci tremolanti, pronte a cantare i sentimenti con una melassa emotiva di rado convincente. Il country tradizionale di Ramona & The Holy Smokes è tutt’altra cosa: è come guardare indietro di 60 anni, ma con gli occhi di chi vive nel ventunesimo secolo e non vede l’ora di correre verso il futuro. Questi ragazzi della Virginia, con il cuore texano, sono tremendamente moderni: il loro album d’esordio li pone sulla scena come custodi di una classicità arricchita da sfumature contemporanee che conducono verso il country-rock, come difensori di un honky-tonk colorato da sgargianti suoni tex-mex pronti a sfociare in quanto viene oggi definito Mexi-tonk.

In Ramona & The Holy Smokes c’è tutto questo, confezionato con l’audacia di chi crede nel proprio talento e il coraggio di chi è pronto al confronto, tanto da lanciare una raccolta fondi (su una piattaforma di crowdfunding) per portare a termine il progetto di realizzazione del disco — obiettivo ampiamente raggiunto nel dicembre scorso. Gonna Be Mine è il primo singolo e ci catapulta subito nello sconfinato panorama western, con il nitrito di un cavallo al galoppo in avvio di melodia. Il brano procede con entusiasmo e una buona dose d’ironia, dando all’ascoltatore più di un motivo per sorridere pensando all’insolito modello di tranquillità economica data da un pechinese bianco e un bicchiere di Chardonnay. Il secondo singolo, uscito a fine agosto, è This Little Heart, brano composto da Ramona una decina di anni fa e che a passo deciso di western swing svela l’amarezza per la fine di un amore.

In Drunk After Work, i toni si accendono: il violino di Colby Pegg-Joplin sottolinea la fatica di una giornata lavorativa e la pedal steel apre al desiderio di abbandonare la routine e l’avvilente quotidianità. Even In My Dreams e 1000 Little Heartbreaks rappresentano forse la parte più cupa dell’album e trattano in tono malinconico e rassegnato i sentimenti feriti, gli animi abbattuti dalle delusioni amorose. Esta Herida, cantata in spagnolo, fa capire perfettamente cosa sia lo stile Mexi-tonk coniato dalla band, mentre in Goodbye & Good Riddance ritorna lo stile agguerrito di Ramona, che si guadagna un posto tra le country ladies senza peli sulla lingua, facendosi spazio tra le Chicks e Miranda Lambert. La conclusiva Trouble ci proietta verso la liberazione dalle zavorre sentimentali stagnanti, offrendoci un passaggio verso giorni decisamente migliori.

Macinando chilometri sul loro furgoncino nuovo di zecca, questi ragazzi hanno l’arduo compito di diffondere e difendere la musica country, con quell’entusiasmo che li ha visti salire sul palco 150 volte nell’ultimo anno. Ramona Martinez e i suoi cowboys hanno intrapreso un viaggio che li porterà lontano, verso luoghi dove la loro musica accenderà gli animi, abbatterà confini, colorerà il grigio della monotonia. Perché possiedono quella qualità che, come diceva Hank Williams, rende speciale la musica country: la sincerità.

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