RECKLESS KELLY
Alternate Routes
2LP, No Big Deal
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Essendosi formati esattamente trent’anni fa, i Reckless Kelly sono ormai, tra i cosiddetti «giovani», uno dei gruppi più longevi in circolazione. Per festeggiare l’anniversario, il quintetto guidato dai fratelli Willy e Cody Braun (in compagnia della sezione ritmica formata da Joe Miller e Jay Nazziola e del lead guitarist Geoffrey Queen) ha deciso di pubblicare un disco nuovo di zecca. Anche se poi, a ben vedere, Alternate Routes — disponibile solo in download e doppio vinile inciso su tre facciate, acquistabile sul sito della band — proprio nuovo non è: si tratta, infatti, di dodici pezzi scelti dagli stessi RK fra i meno noti ed esplorati del loro repertorio, una selezione però circoscritta ai due lavori usciti a inizio millennio per Sugar Hill (Under the Table & Above the Sun e Wicked Twisted Road) e al seguente Bulletproof del 2008.
Pare infatti che, per motivi legali e contrattuali, i nostri non abbiano i diritti sulle canzoni di quel biennio e abbiano quindi voluto «reimpossessarsene» incidendole ex novo, un po’ come fatto di recente da John Fogerty (con i brani dei Creedence di cui è diventato proprietario da pochissimo) e Taylor Swift. Insomma, un’antologia alternativa nonché un vero e proprio regalo a quello zoccolo duro di appassionati che conoscono ogni piega del loro repertorio, ma anche un modo per far conoscere certi deep cuts a chi li segue da meno tempo.
Dal punto di vista sonoro, sono i soliti RK, autori di un robusto country-rock sempre molto elettrico e stretto parente di musiche sudiste e outlaw (d’altronde, la loro ragione sociale è ispirata alla leggendaria quanto controversa figura del bandito australiano Ned Kelly). Già l’iniziale Ragged As the Road promette molto bene: un rockin’ country decisamente coinvolgente, con chitarre ruspanti, ritmo alto e refrain di quelli che ti fanno venir voglia di comprarti una decappottabile. Nobody’s Girl è pure meglio, una scintillante rock’n’roll song dal motivo contagioso e suono gagliardo (mi stupisco di come venga considerato un brano di seconda fascia); Seven Nights in Eire mescola con maestria folk-rock americano e musica irlandese ed è tutta da godere, mentre Wicked Twisted Road è una ballata country che evoca praterie a perdita d’occhio.
Il disco non molla un attimo, alternando spumeggianti canzoni rock con le chitarre sempre protagoniste — le irresistibili Break My Heart Tonight, Stick Around, Love in Her Eyes e l’epica, travolgente American Blood — a splendidi esempi di country-rock d’autore (Motel Cowboy Show), per concludere con due sontuose ballate elettriche del calibro di You Don’t Have to Stay Forever e Vancouver.
Gran bel disco: speriamo in una prossima uscita anche in CD.


