Red Moon Joe, Love-Locked Dreams

Gloria Tubino
4 minuti di lettura

RED MOON JOE
Love-Locked Dreams
DBS Recordings
***

Esattamente 40 stagioni fa, i Red Moon Joe muovevano i primi passi nel mondo della musica, in un’Inghilterra colorata dal movimento punk e sedotta dalle note del miglior rock di sempre. Versatili, dall’animo più country che rock, in tutti questi anni sono riusciti, nonostante un’interruzione di carriera quasi ventennale, a restare al passo con i tempi, a non rinchiudersi tra le basi della sola Americana, sperimentando e avventurandosi con curiosità in campi nuovi e intriganti. La loro musica non si è ingrigita, si è evoluta; il tempo non ha guastato le idee, le ha rinnovate e rese coinvolgenti.

Nel 2013 pubblicavano un album strepitoso, Midnight Trains, dove la chitarra di Mark Wilkinson faceva capire perché Steve Earle, Townes Van Zant e Guy Clark l’avessero voluto con loro per i tour europei e americani. Nel 2017, si ripresentano con Time And Life, una decina di canzoni stilisticamente variegate dove la pedal steel, l’armonica e il banjo venivano usati con generosità, così da creare sonorità dirompenti.

Dopo 8 anni, sono di nuovo in pista, rinvigoriti da un entusiasmo contagioso e motivati da nuove idee: Love-Locked Dreams ha forti legami con i predecessori a partire dalle tematiche trattate, non solo relazioni famigliari (I Still See You, Life Without Love) ma anche temi storico-politici tipici, all’insegna di una forte sensibilità verso le problematiche di ordine collettivo.

Lo si intuisce subito in The 315, con quell’intro di armonica così springsteeniana che sembra uscita da The River. Ascoltando l’album tutto d’un fiato, si nota come Mark Wilkinson — cantante e chitarrista — abbia puntato su una strumentazione più moderna, abbandonando le melodie country per avvicinarsi il più possibile a un rock gentile, svecchiato, che va oltre la semplice schitarrata d’effetto: Wishing Well ne è un esempio lampante.

The Girl From Your Hometown, con quel giro di banjo fuorviante, sembra partire con il freno a mano tirato, ma dopo pochi secondi si acquista velocità e si finisce con il desiderio di ritornare indietro nel tempo, cercando ciò che ci aveva resi felici. Whiskey, Cigarettes And Rain ci consegna la medicina dei giorni bui, degli inverni freddi, della solitudine e del dolore di un cuore spezzato: whiskey, sigarette e pioggia sono la panacea per tutti i mali. Le conclusive Dying For Your Love e 25 Years trattano i sentimenti da punti di vista diversi: nella prima si legge lo struggimento per l’amore perduto, nella seconda si è invasi dal dolore per un amore violento, che prende anziché dare e rende incapaci di sentirsi liberi.

È bello accorgersi di come lo scorrere delle primavere non abbia scalfito la sintonia e l’affiatamento di questi ex-ragazzi degli ’80: anzi, l’avanzare dell’età li ha resi più sensibili, più accomodanti ma pur sempre impetuosi, pervasi da un’anima rock smaniosa di gridare la voglia di indipendenza e sempre pronta a combattere.

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