Russ Ballard, New Songs From The Warehouse And The Hits Re-Wired

Marco Verdi
3 minuti di lettura

RUSS BALLARD
New Songs From The Warehouse And The Hits Re-Wired
2CD, Frontiers
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Più noto come hitmaker per conto terzi che come artista in proprio, Russ Ballard era fermo, per quanto riguarda i dischi a suo nome, dal 2016. Il musicista inglese ha quindi deciso per un doppio comeback album dal titolo non proprio sintetico (ma quanto mai esplicativo del contenuto) di New Songs From The Warehouse And The Hits Re-Wired, in cui il nostro contrappone un CD di brani nuovi di zecca a un altro contenente le riletture dei suoi pezzi più famosi scritti per altri.

In possesso ancora di un’ottima voce, Ballard è un’autentica autorità in materia di musica AOR, con il suo marchio di fabbrica costituito dalla fusione di ballate e brani più mossi (dalle tonalità quasi hard), ritornelli immediati e fruibili, un big sound dominato da chitarre e tastiere. Il doppio è suonato interamente da Ballard, che se la cava egregiamente anche se forse sarebbe stato preferibile avere in session qualche specialista dello strumento in grado di conferire maggior personalità a un sound talvolta un po’ superficiale.

Il primo CD, quello con le canzoni nuove, mette in fila una serie di pezzi in modalità arena rock, con refrain orecchiabili, anche se pomposi (ResurrectionCourageousLast Man StandingMake Believe World), alternati a pop-rock gradevoli come Journey Man The Wild (quarant’anni fa sarebbe diventata una hit) oppure a ballate di stampo AOR (SleepwalkingFearless).

Inutile dire che il secondo dischetto, quello con i successi rivisitati, è il più interessante nonché quello destinato ad attirare l’attenzione del pubblico. Canzoni il più delle volte iconiche, che il nostro ripropone senza stravolgere troppo l’arrangiamento originale: Since You Been GoneI Surrender (entrambe hit planetarie per i Rainbow), God Gave Rock And Roll To You (Argent, Kiss), New York Groove (Ace Frehley), Free Me (Roger Daltrey), una trascinante On The Rebound (Uriah Heep). Ballard rivisita anche il suo più noto brano da solista (Voices), oltre a pezzi che personalmente non ricordavo fossero stati composti da lui (Winning di Santana, You Can Do Magic degli America e I Know There’s Something Going On di Frida, la «rossa» degli Abba).

Nonostante l’impegno del suo autore, NSFTWATHRW (con l’acronimo faccio prima) è pertanto un disco a due velocità, perché le canzoni nuove, pur gradevoli, non reggono il paragone coi classici.

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