Sam Stoane, Tales Of The Dark West

Gloria Tubino
3 minuti di lettura

SAM STOANE
Tales Of The Dark West
Cloverdale
***1/2

Dando una rapida occhiata ai titoli dell’album di debutto di Sam Stoane, si capisce subito dove questa giovane californiana ci condurrà: l’insistenza su coyote, selle e cavalli configura la classica ambientazione western intrisa di sudore, fatica, costanza, cantata egregiamente da una donna che ha deciso di staccarsi dai cliché delle eroine moderne – tutte glitterate, con le voci uniformi, una uguale all’altra – per saltare in groppa ad un cavallo e narrare la dura vita dei mandriani.

Succede, per esempio, in Back In The Saddle Again, mentre la natura selvaggia e incantevole viene celebrata in Coyote Cries, dove l’armonica aggiunge malinconia alla solitudine di questo animale in cerca di pace. In Tehachapi, echeggiano rime d’amore per questa cittadina californiana incastonata tra le montagne, sferzata dai venti e custode dei ricordi più profondi della Stoane. Even Cowgirls Get The Blues è un classico di Rodney Crowell, interpretato da molti artisti, tra cui Emmylou Harris e Lynn Anderson: la versione di Stoane ha un taglio decisamente più western, con un utilizzo azzeccato dell’armonica e un’impostazione vocale alla Dolly Parton. 

Cologne profuma di cuoio, polvere e pioggia: con lentezza, amarezza e con l’aiuto della sola chitarra si delineano le caratteristiche del cowboy seduttore. Pretty Poppies è una delicata e allo stesso tempo inquietante ballata avente per protagonisti i papaveri, che custodiscono i segreti e il dolore di una vicenda drammatica. Più leggerezza accompagna A Good Horse And A Good Dog, quasi una filastrocca in stile western che aggiunge vivacità, con le sue strofe, all’esaltazione delle belle cose di una vita semplice. La vita in miniera, con tutto il peso della fuliggine sottolineato da un violino appassionato, viene cantata in Calico Coal. 

Il cerchio si chiude con When My Time Comes e con il desiderio di tornare nel West al termine della vita terrena, una richiesta di chi conosce l’importanza del tornare alle origini dopo un’esistenza trascorsa tra lavoro, la volontà di riposare là dove tutto è cominciato. Tales Of The Dark West è un album semplice, stringato, senza tanti fronzoli: proprio come la vita dei cowboys, dove gli agi sono considerati superflui e quindi una chitarra, un violino e una buona voce sono più che sufficienti per condividere con il pubblico i segreti, le gioie, le passioni di chi il selvaggio west lo vive e lo respira ogni giorno.

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