THE AM’S
Here Comes That Broken Heart
Lorchestral Recording Company
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Dal settentrione dello stato di New York (Albany per la precisione), ecco una formazione nata dall’unione di due soggetti provenienti da esperienze diversissime: il chitarrista e cantante Steve Hammond (con un lungo curriculum in qualità di solista honky tonk, alternandosi sia alla pedal steel sia all’elettrica) e, negli stessi ruoli, il corpulento “Pony” Dan Prockup, in precedenza membro della surf band Pony In The Pancake. Insieme a loro troviamo il bassista Chris Jordan, il batterista Jesse McCaughey e pochi ospiti, tra cui Bud Melvin alla fisarmonica, già accompagnatore di Hammond nei suoi dischi in proprio.
Per quanto riguarda la proposta musicale degli AM’s, al loro esordio con questo Here Comes That Broken Heart, essa è figlia delle precedenti esperienze di Hammond, ma con l’aggiunta di Prockup si allontana dagli stilemi tipicamente honky-tonk per virare su di un country con ricordi di Buddy Holly e George Jones. Indubbiamente godibile. Hammond, firmando sette brani su dodici, risulta autore principale. Il resto, a parte un paio di cover, è di Prockup, che rimane tuttavia il frontman del gruppo, guadagnandosi anche il primo piano in una copertina dove ricorda un po’ Randy Quaid da giovane e un po’ Steve Schirripa.
Il disco ha un buon suono, è ben lavorato; si capisce fin dalle prime note, dall’attacco della title-track, in apertura, con la pedal steel che s’impone da subito come strumento principale nell’economia sonora del quartetto. Games è composta da Prockup e si sente la differenza nella struttura, anche se poi è Hammond, con la sua pedal steel, a ricondurre tutto a casa. I’ve Got A New Heartache riporta al tema dei cuori infranti, rigorosamente per amore, che emerge fin dal titolo del disco; Guilt è per contro una lunga canzone articolata su diversi piani e paga pegno a Roy Orbison, mentre Make The World Go Away è una cover di Hank Cochran a cui fa seguito uno slow in stile anni Cinquanta, intitolato A Whispering Wind.
Sempre Hammond è l’autore di On And On And On And On, brano abbastanza breve e precedente In My Mind, deliziosa composizione di Prockup. Con una chitarra in stile Buddy Holly si apre invece May, che diventa però subito un tema surf in cui Hammond sembra voler citare gli esordi di Prockup. La fisarmonica di Melvin e la pedal steel di Hammond, nella riuscita Upstate Honky-Tonk Man, sembrano voler stilare il manifesto dell’autore e del gruppo; altrettanto riuscita è There She Goes Again,in cui emergono lo stile di Prockup e la chitarra baritonale. Finale incalzante con The Song Gods, brano corale e orecchiabile.


