THE CHESTERFIELD KINGS
Loose Ends: 1989-2004 Rare, B-Sides & Unreleased
Wicked Cool
***1/2
Era forse inevitabile che i Chesterfield Kings da Rochester, NY, precursori del revival garagista degli Ottanta, conoscessero la gloria di una loro rinascita dopo 15 anni di ingiustificato silenzio. A rimetterli in circolazione ci ha pensato la Wicked Cool di Little Steven, ormai un porto sicuro per questo genere di sonorità, e a giustificarne il riformarsi ha provveduto la retromania oggi dilagante, una volta tanto impegnata a riempire i buchi del presente tramite una delle più eccitanti surrogazioni di ciò che è stato.
Loro stessi sorpresi dell’accoglienza riservata a un We’re Still All the Same (2024) — l’album della rentrée — sorprendente per grinta e qualità di scrittura, per dargli un seguito i Kings si sono trovati a ripescare, dal personale archivio, lati B di 45 giri, brani dirottati su oscure compilation, polverosi flexi un tempo allegati a riviste e rarità assortite. Il risultato, se ascoltiamo l’apocrifo tra Sonics e Byrds di Rosy Won’t You Please Come Home, l’omaggio a Johnny Thunders e alle bambole di Live Life, una corrosiva Pictures of Matchstick Men (Status Quo), il delirio elettrico di un’hendrixiana Hey Joe interpretata come avrebbero potuto farlo i gruppi della SST, la correzione di stricnina versata nella tazza di Roadrunner (Junior Walker), la frenetica Rosalyn (riesumata da un album-tributo dedicato ai Pretty Things), l’inchino al primo surf della deliziosa Muscle Beach Party, il «tiro» stonesiano di She Pays the Rent (Lyres) e una White Christmas come sarebbe piaciuta ai Ramones, è addirittura entusiasmante.
Nulla di nuovo o di veramente inedito, per carità, ma ritrovare tutta insieme questa adrenalina, queste convulsioni e fibrillazioni, questo rock & roll sporco, graffiante, accelerato e per una volta fedele all’etica del for fun only (senza alcuna gravitas o sovrastrutture angoscianti), scioglie il cuore. Del «percorso creativo» dei Chesterfield Kings non è mai fregato nulla ai diretti interessati, figuriamoci a noi. Perciò, mai sentiti prima d’ora oppure già noti, godetevi queste dieci scariche di buonumore senza indugiare in alcun (retro)pensiero.



