The Residents, American Composer’s Series 1982-1987

Andrea Trevaini
3 minuti di lettura

THE RESIDENTS
American Composer’s Series 1982-1987
3CD, New Ralph / Cherry Red
****

Resti inteso tra di noi che 4 stelle a questa compilation dei Residents va inteso in senso relativo alla loro immensa discografia: sinceramente, non posso consigliare «a freddo» di ascoltarlo e immaginare piaccia tout court a grandi e piccini. Occorre conoscere la storia ormai ultra-cinquantennale del gruppo, dissacratore di qualsiasi forma culturale o, meglio, «pseudo-culturale» di musica nata negli USA affinché lo si possa paragonare a Frank Zappa (malgrado il diversissimo approccio allo spartito). 

American Composer’s Series 1982-1987 è comunque facilmente fruibile anche da neofiti (purché lettori del Buscadero): si tratta infatti della summa di quei dischi incisi per ripianare una serie di disastri finanziari e immobiliari seguiti al (finanziariamente) disastroso tour di The Mole Trilogy. Nel 1982, la Ralph – la loro indie – li obbligò (come spiegano, nel booklet, le dettagliate note di Jim Knipfel) a fare un po’ di cassa con qualche disco più commerciale del solito. Nacque così l’idea di esplorare il mondo dei compositori americani, due per ogni LP, con un lato dedicato a ciascuno e ovviamente destrutturando i singoli brani per renderli compatibili con il sound deliberatamente anti-commerciale dei nostri.

Nacquero così George & James (1984), sugli omonimi Gershwin e Brown, qui nel primo CD, con tanto di emulazione del celeberrimo Live At The Apollo in atmosfera finto-live e il singolo di It’s A Man’s Man’s Man’s World stampato in vinile colorato riproducente il bulbo oculare segno distintivo dei Residents. 

Stars & Hank Forever (1986), sul secondo CD, andava a toccare due miti dell’establishment culturale: Stars & Stripes Forever è infatti la marcia nazionale degli USA, composta da John Philip Sousa (qui riprodotto in chiave bandistica e con l’aggiunta di rumori dalla strada), mentre Hank Williams è il padre della country music (e non solo), disarticolata attraverso il singolo Kaw-Liga e svalvolate rivisitazioni di I’m So Lonesome I Could Cry Jambalaya.

Sul terzo CD, intitolato De-Composed / Re-Composed troviamo i brani di un successivo volume (poi, in seguito all’avvento del formato digitale, abortito) che avrebbe dovuto essere dedicato a Ray Charles (ascoltate il dance-mix funambolico di Hit The Road, Jack) e Sun Ra. Dal repertorio di quest’ultimo provengono alcuni brani (debitamente «spaziali») del tutto inediti; inedita anche Lightnin’ Strikes, oscuro pezzo del 1966 a firma Lou Christie, e altre prelibatezze, più o meno stravaganti, dissotterrate dagli archivi dei Residents.

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