The Shrubs, Rising

Marco Restelli
3 minuti di lettura
Foto © The Shrubs Bandcamp

THE SHRUBS
Rising
FABCOM!
***

Per certi versi, Rising è un piccolo miracolo. Non tanto perché segna il ritorno degli Shrubs dopo anni di silenzio discografico, quanto perché questo ritorno sembrava semplicemente impossibile. La morte improvvisa del cantante e fondatore Jay LoRubbio, nel 2018, aveva infatti posto la parola fine a una delle più solide realtà del guitar-rock del New Jersey, da sempre orbitante nell’universo dei Feelies. Eppure, due canzoni rimaste incompiute hanno trovato finalmente la strada per essere completate, dando vita a un album che è insieme omaggio, testimonianza e inattesa rinascita.

Il ruolo di Glenn Mercer, anima dei Feelies e amico di lunga data della band, è stato ancora una volta decisivo. Non solo ha prodotto le due nuove registrazioni nel suo studio di North Haledon, ma vi ha anche suonato la chitarra, rinsaldando un sodalizio che dura da oltre vent’anni. Del resto, Mercer aveva già collaborato con gli Shrubs in passato, producendo Forgotten How to Fall e partecipando anche al più recente Misfits and Dreamers, oltre ad averli voluti come opening act durante la reunion dei Feelies.

I due suddetti inediti, piazzati proprio in apertura, sono il motivo di maggior interesse dell’uscita. La prima, Let’s Go, completata da Bob Torsello partendo dagli appunti lasciati da LoRubbio, possiede quella naturalezza melodica che ha sempre contraddistinto gli Shrubs, sospesa tra power pop e college rock. La seconda, Lou’s Place, cantata dal batterista Rob Takleszyn, nasce invece come dichiarazione d’amore di Jay a Lou Reed: un brano misurato, privo di qualsiasi enfasi celebrativa, ma proprio per questo particolarmente toccante e ispirato, sostenuto da chitarre nervose e distorte che rimandano al sound della leggenda newyorchese.

Attorno a questi due episodi prende forma un più ricco set, con le registrazioni effettuate negli studi della leggendaria radio indipendente WFMU nel 2008 e nel 2011. Ben 18 brani dal vivo che documentano l’energia della band sul palco, ripercorrendone l’intera produzione, ai quali si aggiungono tre cover perfettamente coerenti con il loro immaginario artistico: Find a Way dei Feelies, Through the Hedge dei Bevis Frond e Work for Food dei Dramarama.

Più che un semplice album postumo, Rising racconta la forza dei legami che tengono viva una scena musicale anche quando una band sembra aver concluso il proprio cammino. La sua pubblicazione restituisce dignità e visibilità a un gruppo forse meritevole di miglior fortuna, trasformando quello che doveva essere un commiato in una nuova occasione per riscoprirne il valore.

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