Thin Lizzy, Thin Lizzy: 55th Anniversary Deluxe Edition

Marco Verdi
3 minuti di lettura

THIN LIZZY
Thin Lizzy: 55th Anniversary Deluxe Edition
3CD+BD, Mercury/UMC
***1/2

Nell’ambito delle ristampe dell’opera omnia dei Thin Lizzy — operazione sin qui condotta con modalità piuttosto casuali — tocca stavolta, un po’ a sorpresa, all’omonimo debutto degli irlandesi, targato 1971. Uscito su Decca e confezionato da un power trio in cui il leader e bassista Phil Lynott sfruttava Eric Bell alle chitarre e Brian Downey alla batteria, Thin Lizzy era l’espressione di un gruppo ancora alla ricerca del proprio suono; non sopraggiunto, quindi, al rock urbano e filo-springsteeniano del periodo ’73-’75 né alle sonorità più spinte e potenti (definirle hard mi è sempre sembrato fuori luogo) adottate da Jailbreak in poi.

Qui il linguaggio era soprattutto quello del blues elettrico, ma mescolato agli elementi R&B desunti dall’anima «nera» di Lynott, in quest’occasione combinata alla sua vena dublinese e vanmorrisoniana. Al tempo, il disco non ebbe il minimo riscontro (fino al ‘76, con l’eccezione di qualche singolo dal successo locale come la loro rilettura della tradizionale Whiskey in the Jar, i TL non se li è filati nessuno), ma risentito oggi, con opportuno restyling sonoro, rivela diverso materiale degno di nota.

L’attacco urla Van Morrison da ogni solco, sia per quanto riguarda il luminoso Celtic soul di Honesty Is No Excuse sia per la lunga e sinuosa ballata rock Diddy Levine. Poi troviamo il funky hendrixiano di Ray-Gun, il rock-blues annerito Look What the Wind Blew in e quello febbricitante di Return of the Farmer’s Son (sentite la chitarra), le atmosfere sognanti di Eire e la cavalcata elettrica Remembering (Part One).

Il box appena uscito, confezionato in maniera molto elegante, allunga un po’ il brodo presentando sul primo CD il disco originale con due missaggi differenti, e nei restanti due dischetti una serie di tracce aggiuntive che vanno dal molto interessante al superfluo (in quest’ultima categoria ricadono i vari mix alternativi o extended e basi strumentali senza voce). È presente il singolo The Farmer (e la sua b-side I Need You), ballata che risente della lezione di The Band, e non poteva mancare l’EP New Day (uscito pochi mesi dopo Thin Lizzy), quattro canzoni tra cui l’intensa e folkeggiante Dublin e il robusto boogie Things Ain’t Workin’ Out Down on the Farm.

Detto di una mezza dozzina di versioni dal vivo alla BBC (particolarmente riuscite Dublin, Clifton Grange Hotel e Return of the Farmer’s Son) e di un’intrigante take inedita di Eire, il cofanetto include anche Beggar’s Song, outtake molto famosa tra i fan della band (disponibile solo su un rarissimo acetato dell’epoca) ma tutto sommato non imperdibile.

Condividi questo articolo