VARIOUS ARTISTS
Young And Wild: A Decade Of American Glam Metal 1982-1992
3CD, Lemon / Cherry Red
**1/2

Abbottono un po’ la mia manica larga per i 3 CD di questa antologia, soprattutto perché il Buscadero (e anche io, conseguentemente) non ha mai dato troppo spazio a questa forma di rock trasformista che prometteva spettacoli selvaggi, ma sull’onda di una trasgressione sovente centrata sul look. Comunque, l’ascolto di Young And Wild: A Decade Of American Glam Metal 1982-1992 permette di rivalutare l’ascendenza da Stones e Mott The Hoople rivendicata da alcune di queste band: in fondo, come suggeriscono le note del booklet (curato da James Barber), i gruppi dei ‘60 avevano ormai esaurito la loro vena giovanilista e si rivolgevano a un pubblico adulto, perciò c’era bisogno di una scossa di spettacolarità che andasse oltre il punk e la new-wave, caratterizzati dalla predominanza del colore nero.
Ecco, allora, che le nuove leve accentrano l’attenzione dei giovani (e del mercato) su aspetti esteriori decisamente colorati, paillettes, lunghe chiome cotonate, abiti di scena sgargianti, vestiti di pelle attillati, tacchi e zeppe a profusione, bandana e trucchi vistosi. Inutile dire che i prototipi assoluti furono i KISS, con il loro heavy-rock mutuato da New York Dolls e Dictators. Si trattò di un movimento musicale guidato dai ragazzini suburbani e da MTV, che permetteva la valorizzazione dell’estetica di certi gruppi. Da qui l’esplosione di Sammy Hagar, Billy Squier, il primo Jon Bon Jovi, Cinderella, Hollywood Rose (prodromo dei Guns N’Roses), David Lee Roth e perfino Cheap Trick.
Il percorso si snoda attraverso una sessantina di brani. Pochi sono diventati hit da classifica, ma molti avrebbero pure potuto diventarlo: le differenze sono rare, la grinta esagerata, la voglia di stupire estrema. Una musica da giovanissimi che proseguì fino all’alba dei ’90, quando il grunge rimise la musica al centro dell’attenzione di una gioventù sempre più insofferente rispetto all’American way of life.
I sentieri di questa raccolta si chiudono sui Mother Love Bone dopo averci fatto incontrare Poison, Faster Pussycat, Vixen (loro tutte al femminile), Skid Row, Enuff Z’Nuff, Twisted Sister, Nitro, Warrior Soul, Poison, Quiet Riot e molti altri che riuscirono ad avere sprazzi di buona visibilità sul mercato.


