Recensioni

Guano Padano, Americana

Layout 1GUANO PADANO
Americana 
Ponderosa MusicandArts
***½

“…La musica ci parla – di come ci sentiamo e di come percepiamo il nostro corpo in termini sociali, psicologici e fisici – in modi che alle altre arti sono preclusi. A volte è affidato alle parole, ma altrettanto spesso il contenuto dipende da una combinazione di suoni, ritmi e trame vocali che comunicano, come è già stato detto da altri, in modi che escludono i centri razionali del cervello e vanno dritti alle nostre emozioni. La musica, e non sto parlando dei testi, ci dice come le persone vedono il mondo – persone che non abbiamo mai incontrato, a volte non sono più in vita – e lo fa in modo non descrittivo. La musica incarna il modo in cui queste persone pensano e provano emozioni: entriamo in nuovi mondi – nei loro mondi – e anche se la nostra percezione potrebbe non essere esatta al cento per cento tali incontri possono trasformarci completamente…”: nel caso di un disco qualsiasi non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro alla lunga citazione tratta da Come Funziona La Musica di David Byrne, ma Americana, il terzo ed ultimo album dei Guano Padano è un progetto di tale spessore che merita un approfondimento.
La fonte d’ispirazione per questo nuovo lavoro del trio composto dal chitarrista Alessandro “Asso” Stefana, dal bassista Danilo Gallo e dal batterista Zeno De Rossi, è infatti l’omonimo libro Americana, l’antologia di scrittori statunitensi curata da Elio Vittorini e pubblicata negli anni ‘40: un volume fondamentale che per la prima volta presentava ai lettori italiani una società, una cultura, una scrittura e una visione del mondo del tutto nuovi e sconosciuti – un testo che ha formato decine di generazioni, non ultimi ovviamente i Guano Padano. Come Vittorini traduceva in lingua italiana le parole di quei grandi romanzieri, così i Guano Padano le traducono oggi in musica, con un cinematografico intreccio strumentale di rock’n’roll, folk, suggestioni spaghetti western, jazz, surf e avanguardia, che come suggerisce Byrne, “…vanno dritti alle nostre emozioni…”.
Ognuna delle 17 canzoni che compongono Americana prende spunto dalle storie di altrettanti racconti e romanzi di scrittori come John Fante, Sherwood Anderson, William Faulkner o Richard Wright, ma anche da opere di Elio Vittorini e Cesare Pavese, che ne furono i traduttori: personalità che per coincidenza vissero e pubblicarono nella prima metà del secolo scorso quando cominciava a delinearsi quella musica popolare, a cui oggi negli Stati Uniti ci si riferisce spesso con il termine Americana. Attraverso le musiche di Americana si raggiungono il Sud Polveroso di Faulkner o la provincia gotica di Anderson, ma soprattutto si entra nel mondo dei Guano Padano e, se non proprio trasformati, è impossibile non esserne sedotti, perché la visione dell’America antica e selvaggia che vi si delinea, è quanto mai romantica, romanzata ed affascinante.
Dal punto di vista musicale i Guano Padano possono evocare le atmosfere desertiche di una band come i Friends of Dean Martinez; le chitarre di Ry Cooder e Marc Ribot; le sequenze di una pellicola di John Ford o di Sergio Leone; qualsiasi pagina vi sia capitato di leggere degli scrittori sopracitati oppure l’esperienza del vostro ultimo e forse unico viaggio a Tucson, quando suonano brani come la furiosa My Banjo Dog, sospesa tra i Sixteen Horsepower e Morricone; come la cooderiana The Fat of The Land; come Pian della Tortilla, un riverberato surf dalle sfumature mariachi; come l’atmosferica e bellissima El Toro, praticamente il rallenti di un duello; come il blues malato Black Boy o come la spaziosa e splendida White Giant. Trattandosi di un lavoro letterario, non poteva mancare la narrazione ed allora ecco comparire la voce di Dan Fante a raccontare del padre John nella nenia circense e waitsiana di Dago Dog; quella di Joey Burns dei Calexico ad intrecciare dramma e poesia in una suggestiva My Towned infine quella di Francesca Amati a cantare Edgar Lee Masters in The Seed and The Soil.
Con una stupenda immagine di copertina, Americana è un concept-album tutto da leggere, magari con accanto l’omonimo volume, oltre che da ascoltare: un lavoro davvero raro nel nostro paese, capace di ispirare curiosità e far viaggiare la fantasia.

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