Recensioni

Leonard Cohen, Live in Dublin

cohen_live-in-dublin_webLeonard Cohen 
Live in Dublin
Sony 3 CD/DVD
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Nella parte più recente della sua vita, dopo la lunga degenza in convento, dopo la truffa operata su di lui da una furba manager, Cohen sta vivendo un periodo decisamente positivo. Ha raggiunto una popolarità straordinaria, che non aveva mai avuto in passato, almeno a questi livelli, ed i suoi più recenti tour mondiali (tutto esaurito dovunque), sono stati poi riportati su disco e DVD. Live in London del 2009 è stato il suggello del trionfale tour mondiale di quel periodo. Tour che ha poi partorito un secondo disco dal vivo, Songs From The Road (2010). Ed ora, sulla scia del trionfale tour 2012-2013, ecco un altro disco dal vivo, che esce giusto il primo di questo mese, a soli due dalla pubblicazione del suo lavoro più recente, l’ottimo Popular Problems. Un’uscita abbastanza inattesa, visto che Popular Problems sta ancora vendendo bene, anche perché un prodotto nuovo arriva poi a bloccare il precedente.
Live in Dublin, rispetto al recente Live in London, ha dalla sua il fatto di essere uno show completo. E’ la prima volta che Leonard pubblica uno show intero, da capo a piedi, più di tre ore di musica: disponibile sia in CD che in DVD. Rispetto a Live in London c’è più carne al fuoco e gli arrangiamenti, abbastanza simili, sono però più perfezionati e dilatati e Cohen ha dalla sua quella voce fantastica, capace di sedurre chiunque. La band è perfetta, la sua migliore band di sempre, con le sorelle Webb, due voci angeliche (eseguono If It Be Your Will), e Sharon Robinson, che canta Alexandra Leaving. Ma, in mezzo a tutta questa perfezione, manca l’elemento sorpresa rispetto a Live in London: se quel Live era fantastico, Live in Dublin non è poi tanto diverso. In ogni caso la performance irlandese è di grande qualità. Leonard e la band sono in gran spolvero, i tempi sono perfetti e le canzoni di una bellezza quasi straziante. Tempi lenti, suoni caldi, voce incredibile con fascinose voci di contorno e tanta, tanta musica.
Le canzoni belle si sprecano: Dance Me to The End of Love, The Future, Bird on A Wire (suggestiva), Everybody Knows (magnifica), Who By Fire (sempre incredibile), The Gypsy’s Wife, The Darkness, Amen, Come Healing, la toccante Lover, Lover Love ed Anthem. Il secondo CD inizia con Tower of Songs a cui fa seguito la struggente Suzanne. Poi è la volta di Chelsea Hotel, Waiting For The Miracle, la bellissima The Partisan, In My Secret Life, I’m You Man, il capolavoro Hallelujah e Take This Waltz. Il terzo si apre con il bis So Long Marianne, Going Home, First We Take Manhattan, Famous Blue Raincoat, Closing Time, I Tried to Leave You e, unica canzone non sua, il classico Save The Last Dance For Me. Un omaggio all’eleganza ed alla raffinatezza, che Cohen ha posto come conditio sine qua non al suo modo di porsi. Magnifico.

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